Occidente e libertà (in pericolo). Se Khamenei si toglie anche lo sfizio di umiliarci con provocazioni e sarcasmo…

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E’ la debolezza dell’avversario (noi) che consente a dittatori e tiranni, nella loro hybris, di togliersi anche lo sfizio del sarcasmo e delle umiliazioni verso l’Occidente.

 

Del resto, se siamo noi stessi ad abbassare la bandierà della libertà e dell’antitotalitarismo, non c’è da sorprendersi se quei valori vengano irrisi e sbeffeggiati da chi ne è arcinemico.

 

La cosa è successa dieci giorni fa, e non se n’è accorto quasi nessuno in Italia (attenzione al “quasi”, ci arriveremo alla fine). In occasione dell’anniversario del movimento #metoo, l’ayatollah iraniano Khamenei, sul suo profilo Twitter, ha suggerito alle donne occidentali un rimedio efficace contro le violenze: indossare il velo e conformarsi alle regole di abbigliamento musulmane.

 

Le parole di Khamenei sono a bella posta provocatorie: “Con l’introduzione del velo, l’islam ha chiuso la via che porta le donne verso questa deviazione”. E poi, in contrapposizione, immagini dei tg occidentali con donne che denunciano violenze, e la voce di Khamenei che spiega come il velo dia alle donne libertà e identità (sic).

 

Gran silenzio sui nostri media. Non una parola, una sillaba, un sospiro (a meno di nostri errori e omissioni, dei quali eventualmente ci scusiamo) da parte delle militanti #metoo o da parte delle personalità politiche che hanno fatto della difesa delle donne e dei loro diritti una via di mezzo tra una rendita di posizione e una comoda professione.

 

Non una parola su ciò che accade regolarmente a Teheran: segregazione delle donne, lapidazione delle adultere, e altre atrocità di questo tenore.

 

Abbiamo trovato un solo ampio articolo: quello pubblicato da Repubblica (https://www.repubblica.it/esteri/2018/10/05/news/la_via_iraniana_contro_le_molestie_sessuali_donne_occidentali_indossate_il_velo_-208281238/). Giudicatelo voi: tranne il riferimento finale a un rapporto Amnesty, un pezzo di cronaca asciutta, unemotionally factual, come se si stessero riferendo le normali parole di un normale capo di stato. Lui ci irride, calpesta valori e principi di libertà, e la stampa progressista fa finta di nulla e riferisce senza commento. Auguri a noi: ne abbiamo molto bisogno.

 

Daniele Capezzone

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