La Verità, recensione del libro “L’ultimo singolo di Lucio Battisti” di Adriano Angelini Sut (Gaffi editore)

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E’ possibile che un romanzo italiano si tenga alla larga dal politicamente corretto, dal conformismo di sinistra, dal birignao salottiero? E’ possibile che parli di Roma in modo libero e perfino liberatorio, amandola per com’era – vitale, creativa, carica di energia – ma detestandola per com’è ridotta oggi, una specie di Calcutta? E’ possibile che uno dei protagonisti, ritratto in una luce tutt’altro che negativa o banale, sia un giovane che, negli anni Settanta, sceglie l’estremismo di destra? E’ possibile che le forze positive del romanzo siano la borghesia produttiva e il ceto medio? E’ possibile che – pagina dopo pagina – emerga un rispetto profondo, un’ammirazione sincera, un’attenzione non artefatta per la cultura ebraica, per la sua benedetta propensione alla crescita, al merito, al profitto che non è sterco del demonio? E’ possibile che il mito positivo che aleggia su cinquecento pagine scorrevolissime e curatissime, sia quello di Lucio Battisti, vero trionfatore morale rispetto alla noia e alla presunzione del “cantautorato impegnato”? Ed è possibile che un romanzo del genere sia tra i quarantuno candidati al prossimo Premio Strega?

 

No, non è possibile. Eppure è accaduto, e si tratta di un piccolo evento rivoluzionario per questa primavera italiana del 2018. Una notizia, secondo la regola antica del giornalismo: un uomo che morde il cane, e non viceversa. E soprattutto un grande motivo di speranza e di consolazione.

 

Il miracolo è riuscito a Adriano Angelini Sut, giunto alla sua terza prova, dopo due esercizi raffinati e visionari: prima la vita di Jackie Kennedy raccontata in un’immaginaria autobiografia, e poi la storia romanzata di Mary Shelley, la creatrice di Frankenstein.

 

Stavolta, Angelini sceglie l’Italia, e accompagna lungo mezzo secolo, dal 1953 al 1998, le vicende di tre famiglie. La prima è la famiglia Antei: il nonno gerarca fascista, il padre palazzinaro democristiano, il nipote che sceglie la destra dura, e lo fa per autentica nobiltà d’animo più ancora che per ideologia o per istinto di ribellione. Non un disobbediente, ma un uomo in cerca di un’obbedienza più vera, più profonda, lontana da conformismi e insincerità. La seconda è la famiglia Leoni, commercianti ebrei che crescono e si affermano, non di rado facendo i conti con pregiudizi e ostilità, perfino nei luoghi e negli ambienti teoricamente più insospettabili. La terza è la famiglia De Santis, che viene dall’Abruzzo: qui la figura che si impone, e che l’autore tratteggia con tenerezza particolare, è quella di Natale, giovane cantante che insegue – letteralmente – la leggenda di Lucio Battisti, fino a incontrarlo, o forse a sfiorarlo.

 

E’ davvero raro – in Italia e in italiano – trovare tutto insieme tanto materiale prezioso come in questo “L’ultimo singolo di Lucio Battisti” (Gaffi editore). Il riscatto del maschio e del “maschile”; l’inevitabilità e in qualche misura la necessità della forza, perfino della violenza, come dimensioni incancellabili dell’esistenza; il destino come elemento che incombe su di noi – mix di carattere, genetica, fato – e che però non ci esenta dall’obbligo di provare a riorientare la nostra parabola di vita; e soprattutto l’urgenza di inseguire i propri sogni, di ascoltare i propri demoni interiori, di non smettere di cercare la nostra voce più autentica e più profonda. Sta proprio qui – ci suggerisce Angelini – il senso del nostro transito come ombre sul palcoscenico dell’esistenza.

 

Il romanzo mi è parso bellissimo. Linguaggio vivo, dialoghi efficaci, incursioni non gratuite nel romanesco, rimbalzo felicissimo tra eventi storici e vite private dei protagonisti. E soprattutto un merito incancellabile: tenersi alla larga da schemi e schemini precostituiti, esplorare le contraddizioni, inoltrarsi in territori imprevisti, ricordare che tutto – personaggi, vicende di vita, scelte – è sempre più complesso e più sfaccettato dei nostri piccoli pregiudizi.

 

Speriamo davvero che la giuria dello Strega voglia e possa far tesoro di questa sorpresa, di questo dono, di questo coraggioso e libero romanzo italiano.

 

Daniele Capezzone

 

***

 

Adriano Angelini Sut, “L’ultimo singolo di Lucio Battisti”, Gaffi editore, marzo 2018, libro candidato al Premio Strega

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