FINCANTIERI, CALENDA PREDICA BENE MA POI VENTILA LA GOLDEN SHARE ILLIBERALE. GIORNALONI “DISTRATTI”…- Giuditta’s files, la newsletter di Daniele Capezzone – numero 309, 3 agosto 2017

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FINCANTIERI, CALENDA PRIMA PREDICA BENE (NO PROTEZIONISMO, NO NAZIONALISMO) MA POI DIMENTICA L’ABC LIBERALE PRO-MERCATO E VENTILA LA GOLDEN SHARE SULLE TELECOMUNICAZIONI…AHI AHI…

E SOPRATTUTTO OMETTE DI CONTESTUALIZZARE: SE L’ITALIA È IL RUOTINO DI SCORTA DELL’ASSE FRANCO-TEDESCO, PREPARIAMOCI A UNA RAFFICA DI UMILIAZIONI…

UN SOLO MOVIMENTO (NOI DI DIREZIONE ITALIA) IERI IN AULA CRITICO SU GOLDEN SHARE E ATTEGGIAMENTI ANTI-MERCATO: POSIZIONE TOTALMENTE CENSURATA STAMATTINA DAI GIORNALONI…MEGLIO NON RICORDARE L’ESISTENZA DI UNA LINEA LIBERALE.

PS

NEL DIBATTITO SUCCESSIVO SUL BILANCIO DELLA CAMERA, SEQUENZA DADAISTA. I CINQUESTELLE VOGLIONO I CANI ANTIDROGA ALLA CAMERA, LE MAMME VOGLIONO LA NURSERY…

Quello che segue è l’intervento che ho pronunciato ieri in Aula, a nome dei colleghi di Direzione Italia, rispondendo al ministro Carlo Calenda sul tema Fincantieri. Va sottolineato che, nel dibattito, un solo movimento – noi di Direzione Italia – è stato critico verso la golden share ed eventuali atteggiamenti anti-mercato: posizione totalmente censurata stamattina dai “giornaloni”. Meglio non far sapere che, da qualche parte, c’è ancora una linea liberale…

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Daniele Capezzone. Ne ha facoltà.

DANIELE CAPEZZONE. Grazie, Presidente. Buonasera, signor Ministro, ben volentieri le diamo atto di avere detto delle cose, a nostro avviso, esatte e ragionevoli, quando ha criticato le scelte nazionaliste e anti-mercato francesi e anche quando, ma solo in un primo momento, ha esortato l’Italia a non fare altrettanto. Ci pare però contraddittorio l’annuncio della golden share sulle telecomunicazioni, che non è strumento liberale e pro-mercato. Da questi banchi di Direzione Italia, noi continueremo a dire e a chiedere cose liberali, non a sollecitare atteggiamenti protezionistici e anti-mercato.

Ma, nel poco tempo che abbiamo, ci sia consentito un ragionamento più di fondo: lei non è un passante, lei è un autorevole esponente del Governo e con lei non possiamo limitarci a esaminare un “testo”, ma dobbiamo guardare il “contesto”. In dieci giorni l’Italia ha ricevuto dalla Francia non una, ma tre umiliazioni: sull’immigrazione, sulla Libia, su Fincantieri. Poi possiamo raccontarcela diversamente, come faceva Woody Allen quando diceva “li ho affrontati con decisione, con un colpo di naso sul pugno e un colpo di mento sulle ginocchia”, però dipende dai punti di vista, appunto…

Vede, signor Ministro, non colpevolizzo solo il Governo, ma l’establishment italiano nel suo insieme sul posizionamento geostrategico sbagliato che avete scelto in questi mesi: quante risatine (fuori luogo) contro Trump; quanti attacchi pregiudiziali verso Brexit (lei stesso, la sua polemica con Boris Johnson…); e invece quante vostre attenzioni solo all’asse franco-tedesco, quanti “Forza Europa”…

A nostro avviso, invece – vale per il posizionamento politico complessivo e vale anche per i temi economici –  l’Italia dovrebbe avere un atteggiamento dinamico e non schematico, guardando certo all’Unione europea, ma anche all’Anglosfera, anche all’Est Europa, anche al Mediterraneo. Se invece accettiamo di essere solo una ruota di scorta marginale e laterale dell’asse franco-tedesco (o germano-francese), temo saremo trattati come una specie di agriturismo per turisti e imprese francesi e tedesche, con richiesta di cateringgood food and good wine. Pensiamo – e immaginiamo che anche lei sia di questa opinione – che l’Italia debba avere una missione più alta e diversa (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Direzione Italia).

***

PS

NEL DIBATTITO SUCCESSIVO SUL BILANCIO DELLA CAMERA, SEQUENZA DADAISTA. I CINQUESTELLE VOGLIONO I CANI ANTIDROGA ALLA CAMERA, LE MAMME VOGLIONO LA NURSERY…

Dopo il dibattito sulle comunicazioni del ministro Calenda su Fincantieri, si è votato il bilancio della Camera. Anziché parlare di cose serie (come si usa il denaro dei contribuenti), si è assistito a una sequenza dadaista. Prima i grillini che hanno chiesto i cani antidroga in Aula, poi le mamme deputate che hanno chiesto la nursery…Senza parole. Ecco cosa ho detto brevemente:

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto il deputato Capezzone. Ne ha facoltà.

DANIELE CAPEZZONE. Signora Presidente, anche per un sorriso. Qualche anno fa, quando ero più giovane e più scapestrato, mi capitò di dire che un eventuale cane poliziotto nei palazzi della politica avrebbe avuto il naso in tilt. Molti anni dopo credo che la povera bestia nei palazzi della politica avrebbe, ben al di là dell’eventuale presenza di sostanze stupefacenti, motivo per mordere – anzi, come si dice al centro-sud, per mozzicare – anche soltanto ascoltando alcuni discorsi pronunciati in quest’Aula. E la povera bestia avrebbe pienamente ragione.

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