SOLO SULLA UMILIAZIONE LIBICA, IL GOVERNO DOVREBBE DIMETTERSI. INVECE RICEVE COPERTURE POLITICHE E MEDIATICHE – PS NUOVE VELINE PER LE REDAZIONI POLITICAMENTE CORRETTE – Giuditta’s files, la newsletter di Daniele Capezzone, numero 307, 1 agosto 2017

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SOLO SULLA UMILIAZIONE LIBICA, IL GOVERNO DOVREBBE DIMETTERSI. 

MA ANCHE MEDIA E OPPOSIZIONE FANNO FINTA DI NON ACCORGERSENE…

COME WOODY ALLEN: UN COLPO DI NASO SUL PUGNO, E UN COLPO DI MENTO SULLE GINOCCHIA…

LA MANO FRANCESE SULL’ITALIA, E UN’ITALIA RIDOTTA A AGRITURISMO PER TURISTI FRANCOTEDESCHI

Pezzo pubblicato da Affaritaliani

 

Ricapitoliamo. Ormai oltre due anni fa, quando fummo richiesti di partecipare alle operazioni internazionali in Siria, il governo renziano rispose di no, perché di lì a poco avremmo avuto un “ruolo guida” in Libia.

La triste realtà è che non solo non abbiamo avuto un ruolo guida, ma nemmeno un ruolo. I governi Renzi-Gentiloni hanno clamorosamente sbagliato interlocutori e strategia. E Macron (che fa perfettamente il suo mestiere: il suo, mica il nostro) ne ha approfittato un’altra volta.

Dopo averci umiliato su Fincantieri, dopo averci umiliato sull’immigrazione, è giunta così la terza capitolazione italiana per mano francese, sulla Libia: con il vertice a Parigi, la presa per i fondelli del ringraziamento di Macron all'”amico Gentiloni” (dopo averlo tagliato fuori), la patetica rincorsa italiana con un incontro organizzato in fretta e furia a Palazzo Chigi il giorno dopo, e il surreale annuncio finale dell’invio della marina italiana (cioè esattamente l’eventualità che il Governo aveva per mesi dichiarato impossibile).

Solo su questo e solo per questo, il Governo si dovrebbe dimettere. Ma sia un’opposizione stranamente silente, sia un apparato mediatico “mainstream” che fa regolarmente copertura, hanno applicato una sorta di silenziatore su questa vicenda. Nessuno sembra voler calcare la mano. Anzi, da qualche giorno si accredita la tesi di un Macron che (nientemeno!) “va a Canossa”, telefona a Gentiloni, il quale – magnanimo – non infierisce. Abbiamo dovuto leggere anche questo.

Tutto ciò ricorda l’indimenticabile battuta di Woody Allen (il nostro Gentiloni, nella fattispecie): “Li ho affrontati con un colpo di naso sul pugno e un colpo di mento sulle ginocchia…”.

Eppure proprio sul terreno della sicurezza, dell’interesse nazionale, della capacità di difendere un minimo di ruolo italiano in Europa e nel Mediterraneo, non poteva esserci testimonianza più evidente del nostro essere ridotti a “espressione geografica”, per recuperare la ben nota immagine di Metternich.

Inutile girarci intorno. Francia e Germania ci considerano ormai una specie di parco a tema, di agriturismo per i loro vacanzieri, oltre che la terra per raid mirati nel settore bancario, delle telecomunicazioni, assicurativo. Chi scrive è un liberale pro-mercato, e quindi figuriamoci se mi metto a fare il nazionalista: però il declino del nostro paese è ormai un dato sotto gli occhi di chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale.

***

+++Veline del giorno per le redazioni politicamente corrette+++

Giuditta’s files ha i suoi agganci nelle redazioni “giuste”, ed è in grado di anticipare le indicazioni per la giornata alle redazioni dei giornaloni mainstream:

Venezuela. Evitare di qualificare come “dittatura” il Governo Maduro. Qualificare gli oppositori come “rivoltosi”. Nel dubbio, equiparare sempre le parti: ammessa la parola “scontri”, sconsigliata la parola “repressione”. Sottolineare ruolo Santa Sede, tacere su silenzio Ue, chiudere pezzi enfatizzando lo “sforzo della comunità internazionale per una positiva soluzione della crisi”. Attenersi scrupolosamente alle indicazioni.

Italia e immigrazione. Non far presente che le ONG trattano il Governo italiano come una terza liceo tratta la supplente di chimica. Enfatizzare fermezza dell’Esecutivo (che in effetti sta fermo).

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