DOPPIA FOLLIA TRA SENATO E CAMERA, DA UNA PARTE SEQUESTRO E CONFISCA DI BENI AZIENDALI, DALL’ALTRA UNA NORMA SULLA TORTURA SCRITTA CONTRO LE FORZE DI POLIZIA…- Giuditta’s files, la newsletter di Daniele Capezzone – numero 289, 6 luglio 2017

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DOPPIA FOLLIA TRA SENATO E CAMERA

AL SENATO, OGGI AL VOTO SEQUESTRO E CONFISCA DI BENI AZIENDALI ANCHE PER I SOSPETTATI DI REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE…UN ALTRO PASSO VERSO L’ABISSO. DIMENTICATEVI NON SOLO LO STATO DI DIRITTO, MA PURE L’ATTRAZIONE DI INVESTIMENTI ESTERI…ORMAI SOLO UN PAZZO MASOCHISTA PUÒ VENIRE A INVESTIRE IN ITALIA

ALLA CAMERA, IERI FOLLIE PAN-PENALISTE (E SPAZIO ALLE PIU’ CLAMOROSE AMBIGUITA’ INTERPRETATIVE) SUL REATO DI TORTURA. DA UNA BUONA INTENZIONE, SI E’ FINITI A UNA PESSIMA NORMA – CON PENE ABNORMI – SCRITTA CONTRO LE FORZE DELL’ORDINE… VIVACE SCAMBIO CON LA BOLDRINI, LA FERRANTI, IL RELATORE DEL PD.

 

Dunque, siamo vicini a un altro passo (forse quello decisivo) verso l’abisso. Dimenticatevi non solo lo stato di diritto ma pure l’attrazione di risorse e investimenti, specialmente esteri. Ormai solo un pazzo masochista può immaginare di venire a investire in Italia.

Il Senato (prevedibile una maggioranza ampia, con tanto di grillini di complemento) è oggi chiamato a votare l’estensione ai reati contro la pubblica amministrazione (in particolare, a corruzione e concussione) delle misure antimafia più aggressive, e cioè il sequestro e la confisca preventiva dei beni aziendali.

Avete capito bene: il sospetto potrebbe essere sufficiente per consentire alla magistratura l’adozione di misure di questo tipo. Lascio da parte ogni commento sul grado di (in)civiltà di una misura di questo tipo, sul livello di incertezza del diritto che sarà creato da questa possibilità, con prevedibilissimi trattamenti diversi di situazioni analoghe.

Ne avete sentito parlare in tv? Ne avete letto sui giornaloni “mainstream”?

***

Intanto, ieri alla Camera, ecco il resoconto di un vivace scambio di opinioni con la Boldrini, la Ferranti (presidente della Commissione Giustizia) e il relatore del Pd sia sulla forma (si chiama Parlamento perché si parla, altrimenti passiamo ai fax o alle mail: eppure la Presidente non gradisce interlocuzioni dirette tra deputati…) sia sulla sostanza (norme sulla tortura di logica pan-penalista che genereranno solo incertezza del diritto). Ma non ditelo alle erinni giustizialiste…Da una buona intenzione, si è finiti a scrivere una norma pessima – con pene abnormi – di fatto concepita contro le forze di polizia…

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l’onorevole Capezzone. Ne ha facoltà.

DANIELE CAPEZZONE. Solo per segnalare al relatore che la sua precisazione rischia di rendere le cose ancora meno chiare, ancora più ambigue, nel senso che consegnano all’interprete, al giudice, un ennesimo elemento di incertezza del diritto, un ennesimo elemento di arbitrarietà. Ragion per cui ci sarà dinanzi a un comportamento analogo il giudice della città X che dirà “si è dentro l’esercizio dei doveri dell’agente di polizia” e ci sarà il giudice della città Y che dirà esattamente l’opposto rispetto a una circostanza analoga. Vi rendete conto (Commenti del deputato Vazio)… Mi scusi, signor relatore, è inutile che lei si agiti, perché più si agita e più testimonia la scarsa chiarezza mentale…

PRESIDENTE. Onorevole Capezzone, si rivolga a me.

DANIELE CAPEZZONE. Mi rivolgo a lei, signora Presidente, però si chiama Parlamento e da Westminster in poi ci si parla e ci si confronta, perché altrimenti ci mandiamo un messaggio su delega.

PRESIDENTE. Sì, però, poi si fa un dialogo a due che non aiuta il dibattitto.

DANIELE CAPEZZONE. Signora Presidente, la ringrazio, però – mi creda – Westminster è un luogo dove ci si confronta. Il relatore ha appena detto una cosa significativa – a mio avviso particolarmente contestabile – perché introduce un ulteriore elemento di arbitrarietà ed incertezza del diritto.

Allora converso con lei, converso con i colleghi parlamentari: guardiamo più in là del nostro naso…Cosa accadrà quando tra sei mesi su due diversi quotidiani, dinanzi a casi analoghi, vedremo il comportamento della Procura X, che legittimamente agirà in un modo, e il comportamento della Procura Y, che legittimamente in base alla stessa legge interverrà in modo opposto? Allora il compito di un Parlamento intelligente, quale che sia l’approccio, di destra e di sinistra, liberale o illiberale, è quello di scrivere norme che restringano la sfera di arbitrarietà, che non la allarghino. Voi state allargando, e purtroppo, signora Presidente, la precisazione del relatore aggrava la situazione. State allargando la sfera di arbitrarietà dell’interprete; l’importante è saperlo prima… Andrete nei telegiornali questa sera dicendo “abbiamo approvato la legge contro la tortura”, ma poi tra sei mesi, anche lei signora presidente della Commissione giustizia che scuote la testa, avrete altre ragioni più gravi per scuotere la testa, e saranno i cittadini a ricordarvele dinanzi a tanta arroganza (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Direzione Italia).

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