FORSE NON CI SIAMO ACCORTI CHE IL “CONTROLLO DEL TERRITORIO” LO STANNO FACENDO GLI ISLAMIC – Giuditta’s files, la newsletter di Daniele Capezzone – numero 282, 27 giugno 2017

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FORSE NON CI SIAMO ACCORTI CHE IL “CONTROLLO DEL TERRITORIO” LO STANNO FACENDO GLI ISLAMICI.

CON LO IUS SOLI, CLAMOROSO POTENZIAMENTO DEL RISCHIO “SECONDA GENERAZIONE”

Testo pubblicato da Affaritaliani

 

 

“La lettera rubata” di Edgar Allan Poe (con quella lettera del ministro lì sul tavolo, e che però nessuno voleva vedere) ci ricorda che sono proprio le cose più evidenti a essere a volta quelle meno notate.

Così, nelle nostre città, a fronte delle difficoltà delle nostre forze dell’ordine, chiamate a compiti letteralmente eroici considerando gli uomini e i mezzi a disposizione, spesso non ci accorgiamo di una novità che è sotto i nostri occhi: il “controllo del territorio” lo sta facendo qualcun altro. Senza demonizzazioni e senza panico, mi riferisco agli islamici: pensate ai negozietti di frutta, pensate ai banchi di fiori aperti ventiquattr’ore su ventiquattro, e pensate pure a una sempre più vasta serie di pseudomendicanti davanti agli ingressi dei condomini, con possibile sistematica annotazione di orari, abitudini, chi esce, chi entra (utile anche ai fini di furti e rapine estive, tanto per dire).

In questo quadro già poco rassicurante, arriva la proposta governativa dello ius soli, e davvero cadono le braccia.

Non si capisce dove sia l’urgenza. Nel 2015, ultimo anno per cui ci siano dati ufficiali a disposizione, l’Italia è stata il paese-record in Europa nella concessione della cittadinanza (178mila in un anno). Peraltro, già oggi, a legislazione esistente, se hai 18 anni e se stai in Italia da 10 anni, puoi chiedere la cittadinanza. E se anche non la chiedi, nessuno ti priva di prestazioni pensionistiche, sanitarie e di welfare. Perché questa fretta di introdurre lo ius soli, dunque?

Inutile girarci intorno. Se l’Italia si è per ora salvata dal terrorismo, lo si deve certo a un’ottima attività di intelligence, certo – ahinoi – al fatto che siamo considerati un comodo paese di transito, ma soprattutto al fatto che il numero degli islamisti radicalizzati è ancora complessivamente basso, al fatto che non abbiamo (per fortuna!) quartieri stile-Molenbeek che possano fungere da bunker impenetrabile, e al fatto che sono ancora contenuti i numeri degli immigrati di seconda e terza generazione.

Con lo ius soli, non sarà più così. Anzi. Anche psicologicamente, si alimenterà un meccanismo “doppio” e pericoloso: da un lato, lo stato che concede qualcosa in più all’islamico; dall’altro, una società che continua a diffidare di lui, innescando proprio la dinamica di rancore e voglia di vendetta che è stata tipica della storia personale di giovani inglesi, francesi, belgi, divenuti terroristi islamisti. Ecco, su questa strada di rischio l’Italia sta decidendo di accelerare. Pessima idea.

***

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