IL CAV. TRA VESPA E SENATO-CONSIP. NAZARENO FOREVER – Giuditta’s files, la newsletter di Daniele Capezzone – numero 279, 22 giugno 2017

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IL CAV. TRA VESPA E SENATO-CONSIP. NAZARENO FOREVER.

IL PROGETTO (PURTROPPO) SEMBRA IL SOLITO DEGLI ULTIMI TRE ANNI:

-RACCONTARE CHE ESISTE UN CENTRODESTRA, MA POI SOCCORRERE IL CENTROSINISTRA.

-STARE UNITI PER I BALLOTTAGGI, MA ANDARE DIVISI E PERDENTI ALLE POLITICHE.

-E, DA CONSIP A BANCAETRURIA, LANCIARE UNA CIAMBELLA DI SALVATAGGIO DOPO L’ALTRA A RENZI E COMPAGNI

PECCATO PER I POVERI ELETTORI DI CENTRODESTRA, CHE CONTINUANO A VINCERE ELEZIONI SU ELEZIONI, MA QUASI NESSUNO SE NE ACCORGE. E CHI SE NE ACCORGE, LAVORA PER DISINNESCARE LE PROSSIME POSSIBILI VITTORIE.

 

Ieri sera un Cav a tratti tonico, simpatico, su di giri, con contorno di barboncino bianco e di un Vespa in versione ultrasoft e ultrafriendly, è tornato negli studi di Porta a Porta.

E, a suo modo, è stato sincero nel raccontare le proprie intenzioni, facendo ben intendere (per chi ha orecchie per intendere) dove voglia andare a parare. Se poi a quelle dichiarazioni si aggiungono i comportamenti di Forza Italia negli ultimi giorni, tra Camera e Senato, il quadro è di una chiarezza perfino accecante.

Ricapitoliamo.

  1. Dice il Cav che il centrodestra è unito, e che ci si può agevolmente intendere sul programma (non si sa bene quale). Molto bene: in effetti, a tre giorni dai ballottaggi di Genova, Lecce, Piacenza e altre importanti città, una dichiarazione del genere è davvero il minimo sindacale. Poi però Berlusconi ribadisce che per le politiche serve un sistema elettorale proporzionale: quindi, la garanzia di un centrodestra diviso, perdente, metà del quale – poi – “dovrà” (si capisce, “per il bene dell’Italia”…) accordarsi con il Pd.
  2. Dice il Cav che non ha intenzione di governare con Renzi. E in effetti, in quello scenario, solo Renzi può pensare a un Renzi a Palazzo Chigi. E’ evidente che i contraenti si accorderebbero su un’altra figura (da Gentiloni a Calenda, per citare due profili diversi). Ma lo schema neonazareno sarebbe purtroppo straconfermato.
  3. Dice il Cav che sulla vicenda Consip Forza Italia è stata coerente. Resta il fatto che al Senato, l’altro giorno, una volta passata la mozione di opposizione, non si capisce come mai, secondo numeri non smentiti, 28 senatori di Forza Italia (più 8 verdiniani e altri 3 di forze minori di centrodestra) abbiano votato la mozione di maggioranza presentata dal Pd. Dicono: il testo del Pd ricalcava quello delle opposizioni. Ma questa era una ragione di più per ridicolizzarli e mandarli sotto. E invece si è preferito fornire un altro aiutino…
  4. Dice il Cav che, a partire da Banca Etruria, non bisogna montare uno scandalo contro Renzi e la Boschi. E non servono commenti.
  5. Del resto, alla Camera, sulla legge elettorale, dieci giorni fa, era andata in modo non dissimile. Una volta naufragata la legge simil-tedesca al primo voto segreto, proprio chi guida il gruppo di Forza Italia a Montecitorio si è alzato più volte chiedendo al Pd di insistere, di proseguire, di continuare a lavorare insieme…

Peccato per questi poveri elettori di centrodestra, che continuano a vincere un’elezione dopo l’altra, ma quasi nessuno se ne accorge. E chi se ne accorge, lavora affinché le prossime possibili vittorie siano preventivamente disinnescate.

 

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