QUANTO PROVINCIALISMO ITALIANO SULLE ELEZIONI FRANCESI…IL NUOVO “SARCHIAPONE”? IL “MACRONISTA ITALICO” E IL “LEPENISTA ITALICO” – Giuditta’s files, la newsletter di Daniele Capezzone – numero 238, 26 aprile 2017

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QUANTO PROVINCIALISMO ITALIANO SULLE ELEZIONI FRANCESI…

IL NUOVO “SARCHIAPONE”? IL “MACRONISTA ITALICO” E IL “LEPENISTA ITALICO”. DISPONIBILI VERSIONI A PELO LUNGO E A PELO CORTO…

INTANTO, DUM ROMAE CONSULITUR, NOSTRO DEBITO A UN PASSO DA VALUTAZIONE “JUNK”…

 

Questa newsletter si è presa un paio di giorni di pausa (dalla prossima settimana torneremo alla regolarità anche con le recensioni di libri).

Pausa suggerita – non ho difficoltà ad ammetterlo – anche da un senso di fastidio e smarrimento per le reazioni italiane (italo-italiote, direi) al primo turno delle elezioni francesi.

Fastidio non solo per gli immancabili e ineffabili “esperti” (gli stessi che non hanno previsto Brexit e Trump, e che continuano a pontificare su tutto), ma soprattutto per il provincialismo di tanta parte del ceto politico italiano.

In un vecchio indimenticabile sketch, Walter Chiari si divertiva a immaginare (ingannando mirabilmente la sua spalla) un animale inesistente, il “sarchiapone”, descrivendo questa ipotetica bestia in una versione asiatica, una americana, a pelo lungo, a pelo corto, e via inventando e sparando assurdità. Qui, al posto del sarchiapone, abbiamo il “macronista italico” e il “lepenista italico”.

Un piccolo bestiario di ipocrisie italiane assortite? Eccolo qua:

-i neo-tifosi di sinistra di Macron, i quali fingono di non vedere la sconfitta storica della sinistra in Francia;

-i neo-tifosi renziani di Macron, i quali fingono di non vedere la differenza tra un candidato che ha rotto con la vecchia sinistra (Macron) e un altro (il loro Renzi) che invece ha portato il Pd dentro l’arcaico Pse europeo, gingillandosi con gli 80 euro;

-i neo-tifosi di centrodestra di Macron, che non vedono la differenza tra un candidato 39enne e la foresta pietrificata del centrodestra italiano;

-i tifosi lepenisti, i quali fingono di non vedere come il Front National, una volta di più, non sia riuscito a rivolgersi agli elettori liberali e moderati di centrodestra, e non abbia vinto in una sola grande città.

Per non dire dei deliri assortiti: “Io sono come Macron”, “Macron è liblab come me”, “No, come me!”, proprio come succede nell’ultimo dei bar, dove ogni avventore si improvvisa ct della nazionale, ministro dell’economia, capo della protezione civile, eccetera.

Intanto, mentre si chiacchiera sulle elezioni francesi – dum Romae consulitur…- il nostro debito pubblico è ormai a un passo dalla valutazione “junk”, cioè “spazzatura”. Ma tranne pochissime voci, la cosa non sembra importare a nessuno.

Auguri a noi: ne abbiamo molto bisogno.

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