Oggi in Aula sulla Siria

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Oggi in Aula sulla Siria

Ha chiesto di parlare il deputato Capezzone. Ne ha facoltà.

DANIELE CAPEZZONE. Signora Presidente, signor Ministro degli esteri, colleghe e colleghi, avremmo molto desiderio da questi banchi di parlare dei pacifisti che si sono improvvisamente indignati questa settimana ed erano spariti per due anni, tre anni, quattro anni, cinque anni mentre Assad massacrava il suo popolo.

Avremmo molto desiderio di parlare dei molti, nei banchi di maggioranza, che erano già convinti che Hillary Clinton fosse alla Casa Bianca, e oggi frettolosamente ma positivamente si riposizionano verso l’amministrazione Trump, e ne siamo lieti.

Avremmo desiderio di parlare anche di tanti trumpisti fino a una settimana fa, forse trumpisti per ragioni sbagliate, che quando arriva una buona ragione per essere trumpisti si riposizionano anche loro ma in una direzione sbagliata.

Invece, da questi nostri banchi noi, occidentali sempre – con principi e con realismo – non abbiamo bisogno di riposizionarci.

Signora Presidente, signor Ministro, colleghi, nessuno si nasconde le difficoltà della situazione in Siria ma la scelta positiva dell’amministrazione americana di agire apre una fase nuova. Dopo otto anni di assenza americana, dopo otto anni di arretramento obamiano che hanno lasciato il campo non solo al terrorismo ma anche a player autoritari come Iran e Russia, ora l’Occidente è tornato.

Certo che ora deve aprirsi una fase di dialogo anche con la Russia: ma il tema sono le condizioni di quel dialogo. È grazie all’azione americana forte del Presidente Trump che oggi la Russia – scegliete voi il verbo – sarà indotta, sarà convinta, sarà costretta a decidere cosa vuole fare: se sta con Assad e con l’Iran o se sta con l’Occidente dialogando alle condizioni dell’Occidente.

Allora invitiamo il Governo certamente al dialogo ma con chiarezza e senza ambiguità. Ripeto: con chiarezza e senza ambiguità. Per la prima volta dopo otto anni di errori obamiani oggi la Casa Bianca espone Putin all’obbligo di una scelta, a chiarire se vuole un vero reset con l’Occidente o se invece continua nella direzione sbagliata. Aiutiamo il processo ma stando al fianco dei nostri alleati di sempre, degli Stati Uniti e della NATO (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Conservatori e Riformisti).

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