GLI ATLETI EXTRACOMUNITARI E LO SPORT, MIA INTERROGAZIONE PER FAR FRONTE A UNA SITUAZIONE SCOMODA E PARADOSSALE (CHE RICADE SULLE SPALLE DELLE SOCIETA’ SPORTIVE DILETTANTISTICHE)

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GLI ATLETI EXTRACOMUNITARI E LO SPORT, MIA INTERROGAZIONE PER FAR FRONTE A UNA SITUAZIONE SCOMODA E PARADOSSALE (CHE RICADE SULLE SPALLE DELLE SOCIETA’ SPORTIVE DILETTANTISTICHE)
Su segnalazione dell’amico Paolo Mora, che ha a sua volta raccolto indicazioni e doglianze di un mondo vasto, mi sono occupato di una questione poco visibile ma assai sentita.
Da anni, giocano nelle serie cosiddette dilettantistiche atleti extracomunitari grazie alla sola richiesta di un permesso di soggiorno “generico”. Questo perché il Coni non mette a disposizione – o non dispone di – un congruo numero di permessi sportivi da destinare anche a questi atleti.

Esiste ad esempio una regola per il tesseramento nella Federazione Italiana Pallacanestro (FIP) che ne prevede la regolarità per l’intera durata della stagione agonistica solo con la semplice RICHIESTA del permesso di soggiorno “generico” di cui si assume la responsabilità il presidente della società sportiva.

Gli atleti sono formalmente dilettanti ma in pratica professionisti. Le società sportive provvedono al loro mantenimento con vitto, alloggio e rimborsi per la loro attività. E’ evidente che questi giocatori rappresentano un valore aggiunto per le società in oggetto e, quindi, sono estremamente seguiti in ogni ambito della loro vita (anche privata).

A fronte di un tale impegno e di una tale assunzione di responsabilità da parte della società sportiva, forse varrebbe la pena di cercare soluzioni serie.

Da un lato, magari, immaginare permessi di soggiorno ad hoc limitati al periodo del campionato ed, eventualmente, per il periodo utile alla preparazione del campionato stesso. Dall’altro, ovviamente, evitare anomalie nell’utilizzo di tali permessi di soggiorno, e quindi ad esempio prevedere verifiche sul reale utilizzo in campo dei giocatori (salvo infortuni certificabili e, quindi, certificati).

Per cercare una soluzione, ho proposto questa interrogazione. E’ ovvio che a fine legislatura immaginare un intervento normativo è difficile. Ma vedremo quando il Governo risponderà, cosa dirà, cosa intende fare. Io terrò i fari accesi, e mi adopererò per la ricerca di soluzioni ragionevoli e serie.

***

Atto Camera
 
Interrogazione a risposta orale 3-02901
presentato da
CAPEZZONE Daniele
testo di
Mercoledì 22 marzo 2017, seduta n. 764

CAPEZZONE. — Al Ministro dell’interno, al Ministro per lo sport . — Per sapere – premesso che:
il mondo del basket italiano dilettantistico è alle prese con un problema che rischia di cambiare l’esito dei campionati e la gestione stessa delle squadre, problema riguardante il tesseramento degli atleti extracomunitari;
il 16 ottobre 2016, nella serie C ligure, si sono affrontate il Tigullio Sport Team e il Basket Follo, partita che ha visto protagonisti il giocatore statunitense Panaggio M. Williams con 35 punti personali e il giocatore bosniaco Stefan Bozickovic con 12 punti personali;
il giorno successivo i dirigenti del Tigullio hanno presentato ricorso contestando la regolarità del tesseramento (nello specifico, mancanza del permesso di soggiorno necessario dei due giocatori suindicati), ricorso accolto dal giudice della Fip ligure con la seguente decisione: «La gara viene omologata con il risultato a sfavore di 20-0 per posizione irregolare dei giocatori Panaggio M. Williams e Bozickovic Stefan, determinata da inosservanza delle norme relative alle modalità di tesseramento ex articolo 52 RE gare»;
casi analoghi, relativi all’impiego nei campionati regionali di giocatori extracomunitari, non in possesso di un regolare visto di soggiorno ma tesserati grazie al visto di ingresso per turismo, sport o lavoro, si sono verificati in molte altre regioni e hanno riguardato molteplici squadre;
oltre alla già pesante sanzione sportiva per chi impiega stranieri non in regola, desta estrema preoccupazione il fatto che casi del genere possano comportare anche l’apertura di un procedimento penale per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a carico di presidenti e dirigenti responsabili delle società;
questa situazione ha dell’incredibile se si considera che le società sportive, considerando questi giocatori un valore aggiunto, li seguono in ogni ambito della loro vita, sportiva e privata, provvedendo al loro mantenimento con vitto, alloggio e rimborsi per la loro attività;
a fronte di tale assunzione di responsabilità, sarebbe stato auspicabile modificare la normativa in essere prevedendo permessi di soggiorno specifici limitati al periodo del campionato e della necessaria preparazione atletica precampionato, disponendo, se del caso, anche verifiche relative al reale utilizzo in campo dei giocatori (salvo infortuni certificabili e, quindi, certificati);
tale situazione sta creando particolare incertezza e confusione nel mondo del basket dilettantistico –:
se i Ministri interrogati non ritengano necessario intervenire individuando una strategia volta a trovare una rapida risoluzione della problematica in oggetto per consentire l’esonero di presidenti e dirigenti sportivi dalla scomoda posizione di chi favorisce la clandestinità con il fondato pericolo di subire condanne fino a 4 anni di reclusione. (3-02901)

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