BIOTESTAMENTO. INTERVENTO CONTRO LE PREGIUDIZIALI DI INCOSTITUZIONALITA’ PRESENTATE PER BLOCCARE LA LEGGE. IL RICHIAMO A ELEMENTARI PRINCIPI LIBERALI. JOHN STUART MILL, JOHN LOCKE E …ROCCO BUTTIGLIONE – Giuditta’s files, la newsletter di Daniele Capezzone – numero 212, 21 marzo 2017

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BIOTESTAMENTO. INTERVENTO CONTRO LE PREGIUDIZIALI DI INCOSTITUZIONALITA’ PRESENTATE PER BLOCCARE LA LEGGE.

IL RICHIAMO A ELEMENTARI PRINCIPI LIBERALI.

JOHN STUART MILL, JOHN LOCKE E …ROCCO BUTTIGLIONE

In Aula alla fine della scorsa settimana (resoconto stenografico non rivisto da me) sul biotestamento: mio intervento contro le pregiudiziali di incostituzionalità. Occasione per ricompitare alcuni elementari principi liberali…

***

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il collega Daniele Capezzone. Ne ha facoltà.

DANIELE CAPEZZONE. Signor Presidente, intervengo brevemente in tre minuti, e con toni volutamente – direi programmaticamente – bassi per tre ragioni. In primo luogo, nel rispetto della libertà di coscienza che il mio movimento ha adottato: io ho una posizione, altri colleghi, con altrettanta legittimità, ne hanno una diversa. Una seconda volta, perché auspico che su questi temi, comunque la si pensi, tutti rispettino tutti, e questi temi non siano usati come un’arma. In terzo luogo, perché da liberale, culturalmente, sono su una posizione assolutamente minoritaria: mi piacerebbe che su tutti questi temi eticamente sensibili l’Italia scegliesse più il common law che non il civil law, più una giustizia capace di curvarsi sul caso singolo che non una legge scritta.

Nell’ambito di questi principi io voterò a favore della legge, anche se su alcuni aspetti questa legge non mi persuade: è vaga, e poi il riferimento alla vita, il riferimento alla pianificazione condivisa con il medico (che succede se il medico non è d’accordo?), e poi l’omissione di qualunque riferimento alla sedazione palliativa profonda e continua.

Ciononostante voterò a favore della legge, nonostante queste ambiguità; ma soprattutto oggi voterò contro le questioni pregiudiziali e sospensive che sono state presentate.

Mi perdonerà il collega Buttiglione: lui sa con quanto rispetto io lo ascolti anche nel dissenso…ma certo quando sento dire che questo testo è fuori dalla civiltà occidentale e quindi, professore, lei ha appena espulso John Stuart Mill, John Locke, alcuni secoli di liberalismo, alcuni secoli di non confessionalità dello Stato….mi viene da dire: non scherziamo, per favore non scherziamo.

Concludo con due domande molto semplici. Io sono favorevole al testo (così come altri possono essere contrari, mancherebbe altro) ma qui siamo ad un punto antecedente, al punto della costituzionalità.

Ma davvero i colleghi che hanno presentato le questioni pregiudiziali ritengono che questo testo non sia nel rispetto della Costituzione ? Cioè che nell’alveo costituzionale italiano un provvedimento di questo genere non abbia diritto di cittadinanza ? Ripeto: legittimo per alcuni votare a favore e legittimo per altri votare contro, ma se voi ritenete che esso debba essere espunto da un ordinamento costituzionale, che idea di Costituzione avete ?

Lo dico anche ad amici del centrodestra che hanno presentato le questioni pregiudiziali e sospensive – concludo, signor Presidente – ma che idea di centrodestra avete ? In un grande schieramento di centrodestra com’è naturale, e in un grande schieramento, dall’altra parte, di centrosinistra, è naturale che ci siano posizioni di un tipo e dell’altro tipo: in ogni Paese occidentale accade così sui temi etici. Ma attenzione – lo dico come consiglio – se qualcuno pensa in futuro di vincolare la creazione di uno schieramento ad una posizione univoca, dogmatica e confessionale su questi temi fa un triplice errore: culturale, politico e anche elettorale.

Aggiungo una considerazione personale che anticipa il dibattito di merito. Nessuno tra i favorevoli al provvedimento, tra i quali sono, può pensare di imporre agli altri la propria scelta. Si richiede però che nessuno dei contrari imponga a me e ad altri come ognuno di noi deve morire e soffrire. Grazie.

***

CONVEGNO – SEGNATEVI LA DATA!!

Gli altri “celebrano”, noi vogliamo rinegoziare tutto. Lontani dagli euroayatollah e pure dagli eurosfascisti senza strategia. La rinegoziazione come proposta terza, seria, credibile, coraggiosa.

 

DIREZIONE ITALIA

invita al convegno

Trattati di Roma: la nostra idea di Europa. Rinegoziare su tutto. 

 

23 marzo – ore 10.30/13.30

Roma, Hotel Nazionale

Sarà presentato un paper di Direzione Italia sul tema.

 

Intervengono, introdotti e coordinati da Daniele Capezzone:

-Roberto Caporale, economista e manager

-Lorenzo Castellani, ricercatore di scienze politiche

-Luigi Di Gregorio, docente di scienze politiche

-Francesco Galietti, Policy Sonar

-Antonio Guglielmi, Mediobanca

-Sergio Vento, ambasciatore

E un contributo scritto di Giuseppe Pennisi, economista.

Conclude Raffaele Fitto, europarlamentare, leader Direzione Italia

 

 

 

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