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SCENARI – SECONDO IL FT (FOTO ALLEGATA), BANCA INTESA SI BECCA UNA MULTA DA 235 MILIONI DI DOLLARI…COME VOLEVASI DIMOSTRARE, ARRIVANO LE PRIME MULTE PER CHI TRATTA IN IRAN.

ACCUSE GRAVISSIME: AVER ISTRUITO DIPENDENTI PER OCCULTARE OPERAZIONI OPACHE…

GRAN SILENZIO SULLA STAMPA “INDIPENDENTE” (AH AH AH!) ITALIANA, AS USUAL, CON RARE ECCEZIONI.

ECCO LA MIA INTERROGAZIONE. 

VI RICORDATE LE INIZIATIVE UANI CHE ABBIAMO ASSUNTO CON GIULIO TERZI? ECCO COSA SCRIVEVO UN MESE FA…

INVECE, GRANDI COMPLIMENTI A FRANCESCO GALIETTI E A POLICY SONAR, ATTENTI ANCHE AD ALTRE MOSSE DI INTESA…

 

 

Siamo ancora sotto choc per le immagini di ieri sera a Berlino e per un’ennesima azione terroristica di matrice islamista. Forse è tragicamente il giorno adatto per riflettere sulla cooperazione con un regime ritenuto dal Dipartimento di Stato Usa il principale supporter del terrorismo internazionale.

Da mesi, infatti, come sapete, sostengo accanto a Giulio Terzi, ambasciatore e già Ministro degli Esteri, l’iniziativa Uani (“United against nuclear Iran”). Nessuna “Iran-fobia”, ma – questo sì – una grande e decisa opposizione a un regime sanguinario, pericoloso, sponsor del terrore, determinato alla distruzione di Israele.

Ho presentato interrogazioni (senza risposta) sulla cooperazione politica e militare tra Roma e Teheran. Ho, con altri parlamentari, sollevato il tema dell’incredibile ambiguità del Governo Renzi, che per mesi ha favorito e ricercato ogni forma di interazione con il regime di Rouhani.

Il 22 novembre scorso, sempre con Giulio Terzi e con altri parlamentari, abbiamo promosso un convegno specificamente rivolto alle imprese italiane. Ecco cosa scrivevo per motivare la partecipazione e l’intento al convegno, non a caso intitolato “Business Italia-Iran, un’analisi costi-benefici”:

Economicamente, siamo infatti dinanzi a un azzardo enorme per le imprese italiane. E’ comprensibile che cerchino l’accesso a un grande mercato. Ma è assurdo (per non dire altro) incoraggiarle verso un paese che può finire da un momento all’altro in qualunque tipo di nuova “black-list”. Mi spiego: che succede se viene fuori (ad esempio da parte di una Corte non italiana) che i quattrini di un certo affare sono usati per finanziare il terrorismo? Chi mette “garanzie” contro questa eventualità? E non parlo solo della vergogna “politica”. Parlo proprio delle conseguenze “economiche” per le imprese eventualmente messe in mezzo. Ecco perché, oltre a sacrosanti motivi di principio, c’è anche un elemento di “caveat” economico che andrebbe rappresentato al mondo imprenditoriale italiano.  

E infatti, puntuale, è arrivato il primo segnale. Sul Financial Times, la scorsa settimana, è comparsa la notizia (la trovate in allegato) di una mega-multa di 235 milioni di dollari contro Banca Intesa in relazione a “transactions involving Iran”. Le accuse sono gravissime: non solo aver condotto operazioni opache, ma anche aver istruito dipendenti per occultarle.

Gran silenzio sulla stampa indipendente (ah ah ah!) italiana, con rare e meritorie eccezioni. Molti complimenti, invece, a Francesco Galietti e al suo osservatorio Policy Sonar, che ha ieri acceso i riflettori anche sul versante “russo” delle attività di Banca Intesa.

Ecco la mia interrogazione, che sarà depositata oggi stesso.

***

 

Interrogazione a risposta in Commissione 

Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, al Ministro dell’economia e delle finanze

 

Premesso che: 

– nei giorni scorsi il Financial Times di Londra (ripreso da taluni organi di stampa italiani) ha reso nota la notizia secondo cui il dipartimento dei Servizi finanziari dello Stato di New York ha disposto una consistente multa nei confronti di Intesa Sanpaolo per violazione della normativa sul “money laundering” a proposito di “transactions involving Iran”. In particolare, le autorità newyorkesi hanno inflitto una sanzione di 235 milioni di dollari a Intesa Sanpaolo per aver “aggirato controlli antiriciclaggio per un decennio” in alcune transazioni con clienti iraniani, in violazione delle sanzioni Usa;

– l’attenzione degli inquirenti sarebbe stata destata dalla “gestione di numerose transazioni sospette che coinvolgono società di comodo attraverso la filiale di New York”. Intesa Sanpaolo avrebbe anche “deliberatamente nascosto informazioni ai regolatori bancari”;

– dall’indagine è emerso che tra il 2002 e il 2006, Intesa ha usato metodi e pratiche opache per condurre più di 2.700 transazioni di clearing in dollari americani per un ammontare di oltre 11 miliardi, per conto di clienti iraniani e altre entità potenzialmente soggette a sanzioni economiche statunitensi;

– in aggiunta, l’istituto avrebbe istruito i dipendenti a gestire operazioni riguardanti l’Iran in modo da non poter essere collegati a soggetti sotto sanzioni, nascondendo in modo deliberato informazioni agli ispettori;

– in una nota, l’istituto bancario ha spiegato che la multa è frutto di un accordo in via definitiva con le autorità di New York che mette fine a un procedimento di vigilanza avviato nel 2007.

 

SI CHIEDE

– se l’Esecutivo sia a conoscenza di questa e analoghe attività di gruppi bancari italiani, in particolare rispetto all’Iran, che possano esporre i soggetti coinvolti a analoghe sanzioni;

– se siano in corso, o siano state svolte, verifiche al fine di escludere che prima del gennaio 2016, vigenti le sanzioni alla Repubblica islamica dell’Iran, anche sul territorio italiano siano state poste in essere azioni volte ad aggirare i divieti internazionali;

– se il Governo italiano non ritenga di dover porre fine alla campagna politica che ha indotto il precedente Esecutivo a incoraggiare operazioni commerciali con Teheran, pur in presenza di forti rischi “politici” e “geopolitici”, e in particolare di esporre soggetti italiani a sanzioni e conseguenze giuridiche rilevanti.

Daniele Capezzone

 

 

 

LETTURE

Su Affaritaliani

A sinistra e sui giornaloni, è tutto un parlare di periferie e disagio, ora. Ma io alle fermate dell’autobus non li vedo mai…

http://www.affaritaliani.it/politica/palazzo-potere/a-sinistra-sui-giornaloni-tutto-un-parlare-di-periferie-disagio-ora-455173.html

 

***

 

LA CONVENZIONE BLU

Tutte le info su www.laconvenzioneblu.it

Qui i documenti e il programma liberale, modernizzatore, pro-mercato:

http://laconvenzioneblu.it/mozione/

 

 

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