PRIMA DI VOTARE, PORRE FINE AL VENEZUELA MEDIATICO – Giuditta’s files, le newsletter di Daniele Capezzone, numero 148, 7 dicembre 2016

il

SCENARI – OGGI FORSE ELEZIONI PIU’ LONTANE DI IERI.

MA (INDIPENDENTEMENTE DALLA DATA: ANCHE DOMATTINA) IMPENSABILE VOTARE ALLE POLITICHE CON LO STESSO “VENEZUELA” MEDIATICO DEL REFERENDUM.

SE LE OPPOSIZIONI NON LO COMPRENDONO, E’ UN SUICIDIO.

SMONTARE LA PROPAGANDA-MACHINE ETRUSCA, E STABILIRE CONDIZIONI DI CORRETTEZZA PER L’EVENTUALE CAMPAGNA ELETTORALE. POI SI APRA LA CAMPAGNA.

 

 

Ammesso che il voto politico sia alle porte (ma stamattina sembra un po’ più lontano rispetto a ventiquattr’ore fa), non c’è da discutere solo della legge elettorale.

Su questo punto, c’è una sola parola (la parola è: “criminale”, in senso politico) per definire chi non si fa problemi rispetto all’esistenza di due diversi sistemi elettorali tra Camera e Senato, o addirittura coglie l’occasione per dire che il “Consultellum” va benissimo. Certo, va benissimo per chi vuole la paralisi e l’inciucio a tutti i costi dopo il voto.

Serve invece un sistema elettorale “decidente”, che consenta allo schieramento vincente di assumersi le sue responsabilità e governare. Su questo, quasi tutti sono ridicoli: Renzi voleva “un vincitore la sera del voto”, ma ora, pur di rimanere sulla scena, gli va bene qualunque sistema. I grillini definivano autoritario l’Italicum, ma ora, essendo loro in pole position, guai a chi glielo tocca.

Per oggi, qui, basta un’osservazione di metodo: un sistema politico che attende la Corte Costituzionale e la sua pronuncia di fine gennaio, e che nel frattempo sembra paralizzato, “merita” il trionfo grillino. Ma di questo avremo tempo di riparlare.

Adesso, c’è soprattutto un’altra questione, che vede le opposizioni cieche. Eppure i vincitori del No sbagliano, sbagliano profondamente a sottovalutare il tema, come del resto hanno fatto per tutta la campagna referendaria.

Mi riferisco al “Venezuela mediatico” in cui Renzi ha potuto operare. Poi ha perso, perché (scusate la raffinatezza) gli italiani si erano rotti le palle di lui e delle sue prese in giro su tutto: su Equitalia (rinominata e ribattezzata, ma perfino peggiorata!), sull’Italia che avrebbe “dato le carte” in Europa, e sulle altre fanfaronate dell’Etrusco in camicia bianca.

Ma resta l’operazione sudamericana che gli ha consentito:

-di dominare i tg del “servizio pubblico”;

-di dominare tutte le trasmissioni di rete del “servizio pubblico”;

-di avere Mediaset ancora più obbediente della Rai;

-di avere faccia a faccia ritagliati su misura su La 7 (contro Zagrebelsky, contro De Mita, eccetera);

-di avere gran parte della redazione Sky come corpo giornalistico militante;

-di avere una Commissione di Vigilanza (non si parlerà mai abbastanza di questo Fico…) muta e immobile;

-di avere l’Authority per la comunicazione anch’essa muta e immobile;

-di dimenticare ogni par condicio;

-di spendere somme immense (chi ha pagato?) per sms, invii postali, altra propaganda;

-di ottenere un silenzio totale di ogni autorità terza e di garanzia.

Potrei continuare a lungo. Il fatto è che, senza questo immenso apparato, la sua sconfitta sarebbe stata ancora più netta e senza appello. Ma, con questo apparato, ha potuto raccattare oltre 12 milioni di voti, mentre i 19 milioni dei vincitori andranno divisi tra diverse forze politiche.

Ora Renzi sa bene che quel 40% non è “suo”: e solo i suoi “yes-men” insistono a sussurrarglielo per placarlo e consolarlo. Tuttavia, il suo obiettivo – ripetendo l’operazione venezuelana in eventuali elezioni immediate – sarebbe quello di riportare dalla sua parte almeno un 30%: e tanto gli basterebbe per essere comunque certo (complice un sistema elettorale magari confuso e pasticciato) di partecipare al “tavolo” del governissimo post-elettorale con una sorta di maggioranza relativa.

Ecco perché Renzi e Alfano non possono rimanere dove sono per gestire un’eventuale campagna elettorale. Ed ecco perché occorre un quadro di regole mediatiche che ristabilisca elementi certi di correttezza e completezza dell’informazione.

In mancanza di ciò, i vincitori di domenica scorsa rischiano di illudersi. Sempre ammesso che le elezioni ci siano…

 

***

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