RENZI PERICOLOSO A SE STESSO E AGLI ALTRI. VOLEVA IL NORD AMERICA, MA E’ DIRETTO VERSO IL SUD AMERICA. L’AUMENTO PROMESSO IERI AGLI STATALI A TRE GIORNI DAL VOTO DA’ LA MISURA DI CIO’ A CUI IL PRIMO MINISTRO SI E’ RIDOTTO – Giuditta’s files, la newsletter di Daniiele Capezzone – numero 144, 1 dicembre 2016

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SCENARI – QUI SI VOTA VOTA NO, MA CON RAGIONI DIVERSE DA MOLTI ALTRI NO.

RENZI PERICOLOSO A SE STESSO E AGLI ALTRI. VOLEVA IL NORD AMERICA, MA E’ DIRETTO VERSO IL SUD AMERICA. L’AUMENTO PROMESSO IERI AGLI STATALI A TRE GIORNI DAL VOTO DA’ LA MISURA DI CIO’ A CUI IL PRIMO MINISTRO SI E’ RIDOTTO.

COMUNQUE, CAMPAGNA DEL NO CONDOTTA IN MODO SUICIDA. SPERIAMO NELLA SAGGEZZA DEGLI ELETTORI: L’”UNO CONTRO TUTTI” ERA LO SCHEMA PIU’ FAVOREVOLE A RENZI, E CONCEDERGLIELO E’ STATO UN CLAMOROSO AUTOGOL PER I SUOI AVVERSARI.

E ACCETTARE UN “VENEZUELA TELEVISIVO” E’ COMUNQUE UN PRECEDENTE GRAVISSIMO. SU QUESTO, IL SILENZIO DELLE MASSIME CARICHE DI GARANZIA NON E’ STATA UNA BELLA PAGINA.

NE RIPARLIAMO LUNEDI’, QUANDO L’ITALIA, ANCORA PIU’ DEBOLE E PIU’ SFIBRATA, TORNERA’ A FARE I CONTI CON LE SUE VERE MALATTIE: TASSE, SPESA, DEBITO, BANCHE, IMPOVERIMENTO. IL RESTO E’ FOLKLORE.

 

Domani Giuditta’s files, come ogni venerdì, recensirà un libro non italiano, e sarà un libro sorprendente: non svelo di più. Forse tra i più belli analizzati in questo primo anno.

Quindi, oggi è l’ultimo giorno, per questa rubrichina, prima del referendum del 4 dicembre: e quindi è doveroso tirare le somme di questa orribile campagna.

Qui si vota No, come si sa. Ma con le nostre ragioni, molto lontane da altri No, dai No immobilisti, dai No “zagrebelskiani”, dai No degli imbalsamatori della Costituzione, dei feticisti della “Carta più bella del mondo” (copyright Bersani).

La riforma è sbagliata perché fa poco e male, non perché faccia troppo. In Parlamento, con Raffaele Fitto e i colleghi Conservatori e Riformisti, avevamo proposto tre punti per un passaggio vero alla Terza Repubblica: presidenzialismo, tetto fiscale in Costituzione, abolizione secca del Senato. Ci è stato detto no su tutto.

E, peggio ancora, da parte di Renzi, si è proposto un sistema (si pensi solo all’articolo 70: ancora sussiste il dubbio se introduca 8, o 10 o 12 procedimenti legislativi!) che sarà foriero di caos e ricatti, di un’ulteriore paralisi opposta agli obiettivi di semplificazione agitati da Renzi.

Il Primo Ministro non lo sa, ma è ormai un soggetto pericoloso, per se stesso oltre che per gli altri. Voleva il Nord America, ma è diretto verso il Sud America. L’ultima è di ieri, con la promessa di un aumento agli statali a tre giorni dal voto. Altro che riforme: vergogna profonda, e fotografia nitida di ciò a cui Renzi si è ridotto. Resta la pena per lui, e per quanti si definiscono “liberali” e gli fanno da sgabello e scendiletto.

Da tre anni, ha sbagliato le priorità. Ha dimenticato l’economia (che ci strangolerà, tra debito, banche e crescita zero) e ci ha portato dentro questo videogame referendario, con intervalli di mancette e marchette. Va fermato.

Ma, con onestà intellettuale, occorre dire che pure la campagna del No è stata suicida. Con la nostra eccezione e quella di poche altre voci, quella del No è stata una campagna non propositiva nella sostanza, e passiva nel metodo. Si è accettato in tutto e per tutto lo schema più favorevole a Renzi: “l’uno contro tutti”, consentendogli di vestire i panni di quello che – almeno – vorrebbe cambiare qualcosa, anziché inchiodarlo – come si sarebbe dovuto – alla condizione di primo responsabile dell’aggravarsi del declino italiano.

E soprattutto si è accettato un Venezuela televisivo che resta come un precedente gravissimo e incancellabile. Per carità: la Rai è sempre stata quello che è. Ma mai, da decenni, si era assistito a una simile monocultura, con i tg trasformati nella versione video della newsletter di Renzi, e una raffica di programmi nelle reti tutti concepiti – senza eccezioni – in funzione renziana. Mediaset ha agito da “palo”, in questo furto di informazione, con un’attitudine alla manipolazione non meno grave, anzi perfino più subdola. Su tutto questo, le forze del No sono state deboli, confuse, senza strategia. Né è da sottovalutare il silenzio delle massime istituzioni di garanzia. Non dimentichiamolo mai: in causa non era e non è tanto il diritto delle forze politiche a esprimersi, ma quello dei cittadini a essere correttamente e completamente informati. Questo diritto è stato calpestato, e tutti hanno fatto finta di non accorgersene.

Ora speriamo nella saggezza degli elettori, nonostante tutto. Ne riparliamo lunedì. Quando l’Italia, ancora più divisa e più sfibrata, dovrà fare i conti con le sue malattie: tasse, spesa, debito, banche, impoverimento velocissimo dei ceti medi. Il resto è folklore.

 

***

SI E’ SVOLTA IL 5-6 NOVEMBRE LA CONVENZIONE BLU. UN GRANDE SUCCESSO DI PRESENZE, E LA PROMESSA (NEL DISCORSO FINALE DI RAFFAELE FITTO) DI TENERE “APERTA” LA CONVENZIONE FINO AL 15 DICEMBRE. STA NASCENDO DAVVERO QUALCOSA…

VOTATI I DOCUMENTI DELLE SEI COMMISSIONI TEMATICHE, DISPONIBILI A QUESTO LINK (SUGGERISCO DI LEGGERLI: UNA CONTESTUALE PROPOSTA LIBERALE A TUTTO CAMPO NON SI VEDEVA IN ITALIA DA ALMENO VENT’ANNI…)

http://laconvenzioneblu.it/mozione/ 

MA LA CONSULTAZIONE RESTA APERTA SULL’APP “WE BLU”, LIBERAMENTE SCARICABILE

 

 

Domani recensione di un importante e recente libro non italiano. Lasciamo un po’ di suspense su titolo e autore…

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