CONTRORDINE (O QUASI), NON E’ DETTO CHE TRUMP ABBIA GIA’ PERSO…PICCOLO ELENCO DI CHI HA PERSO DI SICURO – Giuditta’s files, la newsletter di Daniele Capezzone – numero 123, 2 novembre 2016

il

SCENARI – CONTRORDINE (O QUASI), NON E’ DETTO CHE TRUMP ABBIA GIA’ PERSO…

FORSE PERDERA’ DAVVERO, MA CHI HA GIA’ PERSO SONO I MEDIA TUTTI SCHIERATI A CORPO MORTO CON L’ESTABLISHMENT CLINTONIANO.

E’ COMUNQUE MOLTO PROBABILE CHE I REPUBBLICANI VINCANO IN CONGRESSO E RESISTANO IN SENATO.

CREDIBILITA’ PERDUTA DEI MEDIA MAINSTREAM: PER UN ANNO, HANNO FATTO ECO ALLE VOLGARITA’ E ALLA “CACIARA” DI TRUMP. POI LO HANNO DEMONIZZATO, DIMENTICANDO LE MAIL (E I FINANZIAMENTI ESTERI!) DELLA CLINTON.

MA SOPRATTUTTO NON HANNO CAPITO L’AMERICA PROFONDA, I CETI MEDI E MEDIO-BASSI IMPAURITI E IMPOVERITI, TRATTANDOLI COME UNA FECCIA DI SELVAGGI SDENTATI…

PS: UNA NOTA DI INQUALIFICABILE DEMERITO PER QUASI TUTTI GLI ANALISTI ITALIANI DI COSE AMERICANE (CON POCHE MERITORIE ECCEZIONI): ANZICHE’ SPIEGARE E CAPIRE, HANNO FATTO I TIFOSI IN CURVA CLINTONIANA…

 

Contrordine: forse non è proprio detto che Trump abbia già perso. La “October surprise”, materializzatasi sotto forma di riapertura dell’inchiesta di Fbi sullo scandalo-mail della Clinton, ha invertito una tendenza che sembrava irreversibilmente negativa per il tycoon.

L’esito più probabile resta comunque una vittoria della Clinton, ma di misura. E soprattutto senza che i democratici possano controllare il Congresso (quasi certamente a maggioranza repubblicana) e forse nemmeno il Senato.

Si può comunque già stilare l’elenco degli sconfitti.

  1. I media mainstream in America, che hanno perduto gran parte della loro residua credibilità. Prima, nel corso delle primarie repubblicane, hanno fatto eco a ogni volgarità di Trump, facendosi catturare dalla logica dell’insulto quotidiano acchiappa-audience. Poi, finite le primarie e arrivati alla campagna per le elezioni generali, hanno iniziato a demonizzare il tycoon.
  2. Peggio ancora, hanno applicato un clamoroso doppio standard. Da una parte, criminalizzazione per le volgarità di Trump (che è semplicemente colpevole di essere Trump, cioè greve, egomaniaco, ingestibile: e cosa pensavano, che la sera leggesse Eschilo e Sofocle?); dall’altra parte, invece, sottovalutazione, silenzio e attenuazione per gli scheletri nell’armadio di Hillary, dal mailgate all’ancora più grave tema dei suoi finanziamenti esteri.
  3. Non hanno capito l’America profonda, i ceti medi e medio-bassi impauriti e impoveriti, che erano stati per anni esclusi dall’”agenda politica ufficiale”. Trump è stato lo strumento della loro vendetta: e i media mainstream hanno reagito trattandoli come una feccia di selvaggi sdentati.
  4. Il Partito Repubblicano è certamente il perdente principale, comunque finisca. Sono possibili due scuole di pensiero. La prima: quella di chi ritiene che, una volta sancita la vittoria di Trump alle primarie, l’establishment del partito avrebbe dovuto supportarlo davvero, e non prendere le distanze da lui un giorno sì e l’altro pure. La seconda: quella di chi ritiene che lo stesso establishment avrebbe dovuto impegnarsi prima per batterlo, contrapponendogli non quindici o sedici figure, ma una soltanto, forte e credibile, che poi avrebbe – forse – avuto buon gioco a sconfiggere Hillary, candidata sgradita a una platea enorme di elettori americani.
  5. Una specialissima menzione di demerito (stavo per scrivere: di inqualificabile livello professionale e civile) va alla gran parte degli analisti italiani di cose americane, con poche eccezioni (da contare su poche dita di una sola mano di un grande mutilato!). Direttori, ex direttori, inviati: resta indimenticabile come non si siano affatto sforzati di capire e spiegare cosa stava accadendo, ma abbiano quasi solo fatto tifo in curva (per Hillary), sperando forse che qualcuno sia loro grato nei prossimi quattro anni.

Ho scritto nelle settimane scorse che Trump e Clinton mi sembrano la peggior coppia di candidati dell’intera storia delle elezioni americane. Lo confermo. Resta però un punto, che qui abbiamo analizzato anche attraverso un’infinità di libri (per citarne uno solo, Charles Murray e il suo “Coming apart”): gli Usa sono divisi, lo spettacolare laboratorio americano è in crisi sia dal punto di vista sociale che da quello politico-istituzionale. La frattura tra establishment e ceti medi e medio-bassi è diventata una voragine. Prendiamo nota, perché anche in Europa il processo che si è innescato è simile. E dalle conseguenze imprevedibili.

 

LETTURE

Su Liberalcafè, la mia posizione per il No al referendum

http://www.liberalcafe.it/4877/italia/referendum-no-daniele-capezzone-conservatori-riformisti.html

 

GRAFFI

I “graffi” sono il seguitissimo mini-corso di inglese curato da Giuditta (che è una micia British!) per il premier Renzi, sempre più imbarazzante e sempre meno fluent nel suo English. Mentre la prima edizione del corso era dedicata a idioms e phrasal verbs, questa seconda edizione è focalizzata su citazioni tratte da libri inglesi o americani, anche nel tentativo di incoraggiare a letture un pochino più impegnative un Primo Ministro (apprendiamo dai retroscena) troppo preso dalle miniserie tv, da lui stesso suggerite e indicate (pare) come punto di riferimento culturale per la sua cerchia etrusca.

Le citazioni di questa settimana sono tratte da “Ring for Jeeves” di P.G. Wodehouse (1953, ed. Herbert Jenkins; ripubblicato da Arrow Books nel 2008):

“A thoughtful look came into Bill Oakshott’s face. He winced slightly, as if a Brazilian alligator had attached itself to the fleshy part of his leg…”

 

 

***

PREANNUNCIA LA TUA PARTECIPAZIONE A WWW.LACONVENZIONEBLU.IT

PER ORA IL NUMERO DEI PREANNUNCI E’ GIUNTO A: 4053

LA CONVENZIONE BLU SI TERRA’ IL 5-6 NOVEMBRE A ROMA, PRESSO L’HOTEL THE CHURCH.

PRESTO CHI HA PREANNUNCIATO LA SUA PARTECIPAZIONE SARA’ CONTATTATO (VIA MAIL E TELEFONICAMENTE) PER OGNI DETTAGLIO ORGANIZZATIVO.

I PUNTI DELLA CONVENZIONE BLU, OLTRE AL MODELLO DELLE PRIMARIE AMERICANE:

  1. RINEGOZIARE IN UE.
  2. CHOC FISCALE: MENO TASSE, MENO SPESA, MENO DEBITO. TAGLIO SIMULTANEO DI 48 MLD DI TASSE E SPESA PUBBLICA, E PIANO DI ATTACCO AL DEBITO.
  3. RIFORMA DELLE PENSIONI A CAPITALIZZAZIONE INDIVIDUALE, DALLA PARTE DI GIOVANI E GENERAZIONI FUTURE.
  4. IMMIGRAZIONE: MODELLO CANADA E AUSTRALIA.

 

E’ possibile seguirmi su Facebook cliccando “mi  piace” su  www.facebook.com/Capezzone

Chi non desideri più ricevere questa newsletter può inviare una mail a  d.capezzone@gmail.com

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...