PROPOSTE POST-TERREMOTO: REGOLA NUMERO UNO, NON MASSACRARE I PROPRIETARI CON NUOVE TASSE E BUROCRAZIA (COMUNQUE MASCHERATE) – Giuditta’s files, la newsletter di Daniele Capezzone, numero 122, 1 novembre 2016

il

SCENARI – TERREMOTO. PER LA RICOSTRUZIONE DEGLI EDIFICI PUBBLICI E DELLE OPERE D’ARTE, PER LE GRANDI OPERE DI SOCCORSO, PER LE ABITAZIONI PROVVISORIE, GIUSTO FORZARE IN UE (PERO’ I SOLDI DEVONO ANDARE DAVVERO PER LA RICOSTRUZIONE, NON PER ALTRO, CARO RENZI…).

MA PER IL “SECONDO TEMPO”, PER LA MANUTENZIONE ORDINARIA, PER LA MESSA IN SICUREZZA FUTURA, VA USATA LA LEVA FISCALE PER INCORAGGIARE.

NON MASSACRARE I PROPRIETARI CON NUOVE TASSE (COMUNQUE MASCHERATE) E BUROCRAZIA!

 

La terra trema ancora, e mentre viene un’altra prova di dignità dai cittadini colpiti nel centro Italia, inevitabilmente la discussione politica torna sulle possibili risposte da dare.

Già altre volte, dalla terribile notte di Amatrice in poi, ho avanzato qui le mie proposte.

E’ evidente che per la ricostruzione delle grandi opere d’arte, degli edifici pubblici, per le grandi opere di soccorso, per dare al più presto un’abitazione prefabbricata provvisoria a decine di migliaia di sfollati, occorrono spese su cui occorre forzare la mano in Ue: è ovvio che queste spese debbano essere scomputate dai parametri del rapporto deficit/Pil.

Tuttavia, caro Renzi, resta chiaro che quei soldi debbano andare effettivamente per la ricostruzione: non solo a Bruxelles, ma pure a Roma, in tanti temono invece che Palazzo Chigi, una volta asciugate le sincere lacrime di queste ore, con altrettanta sincerità poi pensi essenzialmente a misure-spot di natura pre-elettorale…Occorrerà vigilare.

Resta comunque un’amarezza per chi, come noi, è sempre stato contro questi vincoli europei e certe rigidità. E mi riferisco alla schizofrenia di Renzi: che ha spesso urlato contro tutto questo, ma poi ha sempre detto sì ai diktat di Berlino e Bruxelles, salvo pietire qualche “zero virgola” solo per le sue mance elettorali. Sta qui la contraddizione, che politicamente resta tutta sulle spalle del Primo Ministro italiano.

Quanto invece al “secondo tempo” della partita del terremoto, e cioè la manutenzione ordinaria, la messa in sicurezza futura delle aree oggi non colpite, serve una risposta diversa e intelligente. Non si tratta, a mio parere, di imporre obblighi, e meno che mai di massacrare proprietari di immobili che sono già ipertassati, ma – al contrario – di usare la leva fiscale per incentivare la messa in sicurezza degli edifici.

Guai se invece la pur nobile spinta emotiva di questi mesi si traducesse in una sorta di “nuova Imu” (variamente presentata o mascherata), di un’ulteriore tassazione a carico dell’80% di famiglie italiane proprietarie di una casa, accompagnata da altri oneri e appesantimenti burocratici.

Vale anche per l’assicurazione obbligatoria: senza adeguati sgravi fiscali (che però costano: nel caso, meglio finanziare quelli che non gli 80 euro o altri “regalini” elettorali), sarebbe una nuova tassa pesantissima e insostenibile per i proprietari. E’ bene dirlo subito, anche sfidando l’impopolarità di un momento.

Stesso discorso per il mitologico “fascicolo del fabbricato”, del quale ciclicamente si riparla. Ma a cosa serve un altro “pezzo di carta”, l’ennesimo? Il problema italiano non è quello di chiedere un certificato in più (e fatalmente tutta l’attenzione si sposterebbe sul mero possesso del certificato, indipendentemente dal reale stato dell’edificio). Anziché puntare sul formalismo, occorre incidere sulla sostanza: e cioè rendere economicamente conveniente per i proprietari fare davvero i lavori di ammodernamento.

Ecco perché, in una logica liberale, non si tratta di varare “piani quinquennali” o forsennati progetti di spesa pubblica. Ma – attraverso la leva fiscale – di determinare un favor/incentivo al “rinvigorimento” degli immobili non in regola dal punto di vista antisismico e della sicurezza.

Sarebbe una gigantesca operazione di messa in sicurezza, di creazione di lavoro, di rimessa in moto dell’economia. Ma non va fatta né con mostruosi piani di spesa pubblica, né tartassando in modo indiscriminato chi ha il “grave torto” (per il fisco italiano) di possedere una casa.

 

LETTURE

Su Formiche

Mio intervento. Le ragioni di Luca Ricolfi (e quelle, un secolo fa, di Alfred Adler…). Che succede se non più una persona, ma un’intera epoca, tutta una civiltà, decide di “scansare” le cose difficili?

http://formiche.net/2016/10/30/luca-ricolfi-e-lelogio-di-latino-greco-e-matematica/

 

GRAFFI

I “graffi” sono il seguitissimo mini-corso di inglese curato da Giuditta (che è una micia British!) per il premier Renzi, sempre più imbarazzante e sempre meno fluent nel suo English. Mentre la prima edizione del corso era dedicata a idioms e phrasal verbs, questa seconda edizione è focalizzata su citazioni tratte da libri inglesi o americani, anche nel tentativo di incoraggiare a letture un pochino più impegnative un Primo Ministro (apprendiamo dai retroscena) troppo preso dalle miniserie tv, da lui stesso suggerite e indicate (pare) come punto di riferimento culturale per la sua cerchia etrusca.

Le citazioni di questa settimana sono tratte da “Ring for Jeeves” di P.G. Wodehouse (1953, ed. Herbert Jenkins; ripubblicato da Arrow Books nel 2008):

“His eyes gleamed with the light of intelligence, and his finely chiselled face expressed a feudal desire to be of service. His whole air was that of a gentleman’s gentleman who, having developed his brain over a course of years by means of a steady fish diet, is eager to place that brain at the disposal of the young master…”

 

***

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  1. RINEGOZIARE IN UE.
  2. CHOC FISCALE: MENO TASSE, MENO SPESA, MENO DEBITO. TAGLIO SIMULTANEO DI 48 MLD DI TASSE E SPESA PUBBLICA, E PIANO DI ATTACCO AL DEBITO.
  3. RIFORMA DELLE PENSIONI A CAPITALIZZAZIONE INDIVIDUALE, DALLA PARTE DI GIOVANI E GENERAZIONI FUTURE.
  4. IMMIGRAZIONE: MODELLO CANADA E AUSTRALIA.

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