DA RENZI “ARMI DI DISTRAZIONE”, UNA LEGGE DI BILANCIO COME UNA PIOGGERELLINA DI REGALINI IN DEFICIT, TITANIC-ITALIA (E PARLIAMO DI REFERENDUM), CAV GIOCA SU DUE TAVOLI – Giuditta’s files, la newsletter di Daniele Capezzone – numero settembre 2016

SCENARI – RENZI E IL REFERENDUM. L’USO SPREGIUDICATO DELLE ARMI DI “DISTRAZIONE” DI MASSA NON PUÒ CANCELLARE LA REALTÀ: ECONOMIA A ZERO (SENZA VIRGOLA), INCAPACITÀ (COME I VECCHI GOVERNI) DI AGGREDIRE TASSE-SPESA-DEBITO. 

LEGGE DI BILANCIO? UNA PIOGGERELLINA DI REGALINI (IN DEFICIT): QUALCOSA AI PENSIONATI, QUALCOSA AGLI ALBERGHI, ECCETERA. SENZA VISIONE, SENZA RESPIRO, SENZA CHOC ECONOMICO.

E ALLE PORTE C’E’ GIA’ LA CRISI BANCARIA FINALE (LO SCOGLIO MPS NON SEMBRA PURTROPPO EVITABILE). NON SI È VOLUTO BUSSARE PRIMA (CON UMILTÀ) ALLA PORTA DELL’ESM, MA TRA QUALCHE TEMPO SARA’ L’ESM A PRESENTARE UN LUNGO E DOLOROSO ELENCO DI CONDIZIONI.

DINANZI A TUTTO QUESTO, L’ITALIA PUÒ PERMETTERSI TRE MESI DI TEATRINO PARLANDO DI SENATO E LEGGE ELETTORALE? GARA DI IRRESPONSABILITA’ TRA POLITICA E MEDIA. 

C’È DA PENSIONARE UN ESTABLISHMENT (DI VECCHI E DI GIOVANI): GLI STESSI CHE AVEVANO PREVISTO SCIAGURE PER IL REGNO UNITO A CAUSA DI BREXIT…E CONTINUANO A PARLAR D’ALTRO, COMODAMENTE SISTEMATI NELLE CABINE DI PRIMA CLASSE DEL TITANIC.

E BERLUSCONI (A PROPOSITO: AUGURI!)? GIOCA SU ALMENO DUE TAVOLI. MA SENZA VISIONE. LA TATTICA DIVORA OGNI STRATEGIA DI RICOSTRUZIONE DEL CENTRODESTRA…E QUESTA RICOSTRUZIONE NON POTRA’ PIU’ AVVENIRE IN STANZE CHIUSE.

 

Per fortuna, non mi è mai capitato di trovarmi dentro un edificio in fiamme. Se disgraziatamente mi succedesse, e se pensassi di avere un minimo di speranza di salvezza per me stesso e per gli altri, penso che non sprecherei tempo prezioso per sistemare la cravatta e per verificare che sia perfettamente in tinta con la camicia…È questa la condizione italiana di questo autunno 2016: la casa brucia, e noi stiamo lì a giochicchiare e a perdere tempo.

La narrazione e lo storytelling renziano sono tutti centrati sulla “cravatta”, cioè sul referendum. Nel racconto renziano, il referendum diventa uno spartiacque storico: futuro contro passato, cambiamento contro immobilismo, eccetera. Nel tentativo di accreditarsi (in Italia e all’estero) come l’unico protagonista affidabile e meritevole di aiuto. Come dire: ok, non sarò perfetto, ma (rifletteteci) è meglio sostenere me che non favorire un salto nel buio. Di qui, la descrizione del referendum come una specie di giudizio universale, con tanto di minacce cosmiche in caso di vittoria del no.

In queste settimane, mi è capitato di discutere con investitori e osservatori internazionali, che avevano avuto la “versione” di Palazzo Chigi: e a tutti era stato invariabilmente descritto uno scenario da “doomsday”, da giorno del giudizio, salvezza contro dannazione.

Per carità, è legittimo che un attore politico giochi le sue carte in funzione della propria sopravvivenza politica: da alcune migliaia di anni, funziona così. Ma quello che non è serio è fingere che questo (il sì o il no al referendum) sia il cuore del problema.

L’Italia è già (ora!) in ginocchio. Per gli errori dei decenni passati, e adesso (in misura minore) anche per gli errori di Renzi, che ha bruciato la sua occasione. La crescita è a zero (nel secondo trimestre, come si sa, zero senza virgola), e i livelli di tasse-spesa-debito restano alle stelle.

Ed è inevitabile lo scoglio di una crisi bancaria finale (MPS in testa), con (secondo le mie stime) da 40 a 60 mila obbligazionisti subordinati (uno stadio pieno!!!!) a rischio. Non si è voluto bussare prima, con umiltà, alle porte dell’Esm, e così sarà l’Esm, tra poco, a venirci a cercare, con un lungo e doloroso elenco di condizioni.

La cosa più grave è proprio il mix di stagnazione economica conclamata e crisi bancaria alle porte. Dinanzi a tutto questo, che l’Italia si consenta tre mesi di teatrino politico e mediatico su Senato e Italicum, parlando sempre e solo d’altro, è un sigillo definitivo di incompetenza e superficialità di una classe dirigente che va tutta pensionata.

C’è un intero establishment (di giovani e anziani), c’è un’intera élite che non aveva capito cosa stava accadendo in Inghilterra, che profetizzava sciagure per il Regno Unito, e non vedeva che era (ed è) la nostra barca (quella italiana, parte della collassante flotta dell’Europa continentale) a fare acqua da tutte le parti. Eppure, continuano a parlar d’altro, comodi nelle cabine di prima classe del Titanic.

E Renzi? La sua legge di bilancio (da quanto si comprende fino ad ora) è una pioggerellina di regalini (in deficit): qualcosina ai pensionati, qualcosina agli albergatori, e così via. Senza visione, senza respiro, senza uno choc economico consistente. Il Premier si conferma un irresponsabile: gioca le sue fiches sul tavolo del referendum, incurante dei problemi reali. E’ già successo ad altri, in passato. Ma non è una buona ragione per giustificare il rinnovarsi di questo metodo.

E Berlusconi (a proposito: auguri!)? Visto che abbiamo citato le fiches, gioca su almeno due tavoli. Da un lato, dirama comunicati per il No, dall’altro le sue televisioni lavorano per il Sì. E la scelta di Renato Schifani (che ha voltato tre volte per le “riforme” renziane, senza risparmio in Aula di aggettivi, di superlativi e di iperboli) come coordinatore della campagna per il No fa capire bene la debolezza e l’ambiguità dell’impegno di Forza Italia. C’è una propensione alla tattica, un tatticismo, che divora ogni strategia di ricostruzione del centrodestra. E questa ricostruzione non potrà avvenire più in stanze chiuse…

 

 

GRAFFI

I “graffi” sono il seguitissimo mini-corso di inglese curato da Giuditta (che è una micia British!) per il premier Renzi, sempre più imbarazzante e sempre meno fluent nel suo English. Mentre la prima edizione del corso era dedicata a idioms e phrasal verbs, questa seconda edizione è focalizzata su citazioni tratte da libri inglesi o americani, anche nel tentativo di incoraggiare a letture un pochino più impegnative un Primo Ministro (apprendiamo dai retroscena) troppo preso dalle miniserie tv, da lui stesso suggerite e indicate (pare) come punto di riferimento culturale per la sua cerchia etrusca.

Le citazioni di questa settimana sono tratte da “Good night, Mr. Wodehouse” di Faith Sullivan (2015, Milkweed Editions):

“A book was not flesh and blood (…). But a book was nearly everything else: companion, instructor, travel guide, entertainer, philosopher, sometimes healer. The list was endless. And Mr. Wodehouse, well, he was a conjuror, summoning a world that had never been but was more real than any that had, a world that provided all that the so-called real world witheld, most especially friends who didn’t leave”.

 

***

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PER ORA IL NUMERO DEI PREANNUNCI E’ GIUNTO A: 1875

NOVITA’: PER L’ALTISSIMO NUMERO DEI PREANNUNCI DI PARTECIPAZIONE, LA CONVENZIONE BLU SI TERRA’ IL 5-6 NOVEMBRE (NON PIU’ IL 22-23 OTTOBRE) A ROMA, PRESSO L’HOTEL THE CHURCH.

PRESTO CHI HA PREANNUNCIATO LA SUA PARTECIPAZIONE SARA’ CONTATTATO (VIA MAIL E TELEFONICAMENTE) PER OGNI DETTAGLIO ORGANIZZATIVO.

I PUNTI DELLA CONVENZIONE BLU, OLTRE AL MODELLO DELLE PRIMARIE AMERICANE:

  1. RINEGOZIARE IN UE.
  2. CHOC FISCALE: MENO TASSE, MENO SPESA, MENO DEBITO. TAGLIO SIMULTANEO DI 48 MLD DI TASSE E SPESA PUBBLICA, E PIANO DI ATTACCO AL DEBITO.
  3. RIFORMA DELLE PENSIONI A CAPITALIZZAZIONE INDIVIDUALE, DALLA PARTE DI GIOVANI E GENERAZIONI FUTURE.
  4. IMMIGRAZIONE: MODELLO CANADA E AUSTRALIA.

 

Domani recensione di un importante e recente libro non italiano. Lasciamo un po’ di suspense su titolo e autore…

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