MA QUALCUNO IN ITALIA HA “CHIUSO UN OCCHIO” SU TRAME E MOVIMENTI DEI NETWORK DEL TERRORE? – Giuditta’s files, la newsletter di Daniele Capezzone – numero 73, 27 luglio 2016

SCENARI – DOMANDA: MA QUALCUNO IN ITALIA HA CHIUSO UN OCCHIO SU TRAME E MOVIMENTI DEI NETWORK DEL TERRORE? RISPOSTA: UN GRAN SILENZIO…

ALCUNI DI NOI PONGONO LA QUESTIONE DA TEMPO. C’E’ CHI PENSA A UNA RIEDIZIONE DEL “LODO GIOVANNONE”?

DA UNA SETTIMANA, ANCHE UNA VOCE DEL GIORNALISMO DI SINISTRA, LUCIA ANNUNZIATA, HA RILEVATO COME TROPPE TRACCE PORTINO IN ITALIA.

INTANTO, C’E’ GRANDE (E MOTIVATA, TEMO…) IRRITAZIONE DA PARTE DI NON POCHE CANCELLERIE OCCIDENTALI.

 

In pochi poniamo da mesi alcune domande, regolarmente ignorate, sul reale comportamento del “sistema Italia” rispetto al network del terrore.

Il fatto nuovo è che alcuni giorni fa, in un silenzio e in un’assenza di commenti che di per sé rendono la denuncia ancora più significativa, si è aggiunta una voce che era difficile prevedere: quella di Lucia Annunziata. La Annunziata ha detto (va riconosciuto: con chiarezza) quello che tanti sussurravano e solo in pochissimi osavamo dire, naturalmente subito tacciati di essere “falchi neocon” (per me, com’è noto, è un titolo di merito: ma pare sia un insulto…). Che però lo dica una giornalista con una consolidata storia e cultura di sinistra, mi pare un fatto di notevole rilievo.

E’ sufficiente mettere in fila non ipotesi ma fatti emersi da tempo (dal transito in Italia di alcuni terroristi fino alla vicenda rapidamente “silenziata” di una sorta di fabbrica di falsi documenti), per andare dritti al punto: c’è il rischio che in Italia più di qualcuno (nella politica? negli apparati di sicurezza?) abbia più o meno consapevolmente “chiuso un occhio” sulle trame dei network terroristici, lasciando che il nostro territorio sia stato – nel migliore dei casi – terreno di passaggio?

Una antica e vasta letteratura – purtroppo fondata – esiste da decenni sul cosiddetto “lodo Moro” e sulla figura del colonnello Giovannone, e quindi su una sorta di patto con i palestinesi, a partire dagli anni Settanta, per evitare attentati in Italia, in cambio di un occhio di riguardo italiano rispetto al passaggio di armi e all’attività “logistica” sul nostro territorio. Qualcuno ha pensato, più di quarant’anni dopo, a qualcosa del genere?

Non so se vi sia qualcuno che abbia immaginato di poter riproporre – mutatis mutandis – quelle ambiguità. So solo – o credo di sapere – poche cose: che esiste un forte nervosismo in numerose cancellerie straniere rispetto all’Italia; che mi pare per lo meno curioso pensare che qualcuno si ritenga in grado di fare credibilmente intese con un terrorismo così distruttivo e con interlocutori così radicalmente nichilisti; che (ammesso e non concesso che ciò sia accaduto, o anche solo che ciò sia apparso sia pur lontanamente verosimile ad alcuni dei nostri alleati occidentali) questa deriva sarà necessariamente bloccata dalle recenti recrudescenze terroristiche in Europa. A nessuno, neanche all’Italia, sarà consentito oltre di far prevalere la furbizia sui princìpi.

Ammesso che qualcuno, all’insaputa degli alleati occidentali, abbia sciaguratamente pensato di aprire un “ombrello anomalo” a protezione dell’Italia, quell’ombrello ora non c’è più, non può esserci più. L’Italia tutta – istituzioni e cittadini – ne tenga conto.

 

 

LETTURE

Lucia Annunziata: troppe tracce del terrorismo portano in Italia

http://www.huffingtonpost.it/lucia-annunziata/attentati-italia_b_11155032.html

 

 

GRAFFI

Giuditta è una gattina buonissima, ma ogni tanto graffia. Nel tempo libero, essendo una micia British, è disponibile a dare ripetizioni di inglese al Primo Ministro italiano e ai suoi amici (etruschi e non).

La frase di oggi è: “to wash one’s hands of”

Siamo davanti a un caso di assoluta coincidenza tra inglese e italiano: ”lavarsi le mani di qualcosa” si traduce esattamente così. Esempio: Renzi won’t be able to wash his hands of next autumn’s referendum…

*** 

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