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PICCOLA EDIZIONE SPECIALE POMERIDIANA PER DUE NOVITA’…

LA PRIMA. FORBES PUBBLICA MIO COMMENTO CRITICO SU TRUMP, MA ANCHE SUI SUOI ODIATORI, PARTE E CAUSA DEL PROBLEMA…

LA SECONDA. APPROVATA LA NOSTRA RISOLUZIONE SUI DERIVATI DALLE COMMISSIONI RIUNITE BILANCIO E FINANZE DELLA CAMERA.

 

Ecco il link al mio commento pubblicato oggi dalla versione online di Forbes, il noto magazine politico-economico-finanziario americano. E’ un’analisi critica del fenomeno Trump, ma (almeno altrettanto) dei suoi odiatori dell’establishment, parte e causa del problema…

http://www.forbes.com/sites/realspin/2016/07/14/a-european-take-on-trump/#4107def01352

 

***

Intanto, le Commissioni riunite Bilancio e Finanze della Camera hanno oggi approvato la nostra risoluzione in materia di derivati

 

LINEE-GUIDA PER UNA SVOLTA, PER PORRE FINE AL LUNA PARK (PER I SOGGETTI PUBBLICI), E SEMPRE CON UN APPROCCIO LIBERALE.

 

  1. ABBATTERE IL DEBITO PUBBLICO
  2. INFORMARE DAVVERO IL PARLAMENTO
  3. IN FUTURO, I SOGGETTI PUBBLICIRICORRANO AI DERIVATI SOLO A FINI ASSICURATIVI
  4. CONTROLLI PREVENTIVI E SUCCESSIVI
  5. STOP ALLE PORTE GIREVOLI: CHIGESTISCE IL DEBITO AL MEF POI (PER ALCUNI ANNI) NON VADA A LAVORARE PRESSO LE CONTROPARTI BANCARIE

 

Nel biennio in cui sono stato alla presidenza della Commissione Finanze della Camera (2013-2015), avevo promosso una indagine conoscitiva sull’uso da parte dello Stato dei cosiddetti “derivati”.

L’indagine è durata molti mesi, e per la prima volta in Parlamento si è compiuta una operazione verità, con documenti e testimonianze di grande valore.

Purtroppo, nell’estate del 2015, quando mancava solo l’approvazione finale della relazione conclusiva, la maggioranza renziana ha ritenuto di sostituirmi alla guida della Commissione… Da quel momento, la macchina si è fermata.

Allora, ho presentato ai primi di maggio 2016, con il collega Rocco Palese, una risoluzione, che è stata assegnata alle Commissioni Finanze e Bilancio.

Oggi si è avuto un largo voto favorevole. La maggioranza ha anche presentato un suo testo, ma ha pure votato questo mio documento. I Cinquestelle hanno votato a favore di tre dei cinque impegni.

Nessuno si fa illusioni (una risoluzione è – appunto– una risoluzione, non una rivoluzione…), ma si tratta di una piccola battaglia forse vinta, o comunque di un riferimento a cui richiamare – in futuro – Governo e Parlamento, affinché vi si attengano.

Tralascio le premesse, e mi limito a riportare qui gli impegni contenuti nel testo:

 

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE

Le Commissioni V e VI impegnano il Governo

– a presentare in Parlamento proposte normative volte ad un reale abbattimento del debito pubblico, di natura non cosmetica, che avrebbe, tra i suoi effetti positivi, anche quello di riportare su livelli fisiologici il ricorso agli strumenti finanziari derivati;

– a garantire piena accountability, nei confronti del Parlamento e dell’opinione pubblica, circa tali operazioni finanziarie, assicurando trasparenza, totale conoscibilità almeno delle operazioni in strumenti derivati concluse, nonché un quadro informativo completo, con rapporti semestrali per valutare nell’insieme il profilo di rischio di tali operazioni; 

– per il futuro, ad avanzare in Parlamento una proposta di linee-guida dettagliate, e soprattutto una netta distinzione tra operazioni finanziarie in derivati consentite ai soggetti pubblici (quelle di carattere essenzialmente “assicurativo” e di tutela), e un elenco di quelle che non dovranno essere più consentite ai soggetti pubblici (quelle a carattere “speculativo” o eccessivamente rischiose), fermi restando i vincoli di legge già esistenti sugli enti territoriali; 

– ad avanzare in Parlamento una proposta di normativa-quadro relativa alla definizione di adeguate e fattibili procedure di controllo su tali operazioni finanziarie, sia interno alle strutture del Ministero sia esterno, da parte della Corte dei Conti, sulle operazioni stesse;

– a presentare in Parlamento una proposta normativa per prevedere che le figure impegnate presso il Ministero dell’economia e delle finanze nella gestione degli strumenti finanziari derivati non possano, per un adeguato numero di anni successivo al cessare di questo loro impegno pubblico, trasferirsi presso le banche o le altre istituzioni private che siano state fino a quel momento loro controparti di tali tipo di operazioni.  

 

CAPEZZONE 

PALESE

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