MPS, LA MIA PROPOSTA PER “PRIMA” E PER “DOPO” – Giuditta’s files, la newsletter di Daniele Capezzone – numero 63, 13 luglio 2016

il

SCENARI – MPS, PICCOLO CONSIGLIO AI 50-60MILA OBBLIGAZIONISTI: VALUTATE LA POSSIBILITA’ DI LIBERARVI DELLE VOSTRE OBBLIGAZIONI, ALTRIMENTI ESISTE IL RISCHIO-BANCA ETRURIA…

ECCO A COSA SERVIVA LA CAMPAGNA DI INFORMAZIONE CHE CHIEDEVO DA UN ANNO E MEZZO…INFORMARE GLI ITALIANI SULLA POSSIBILITA’ DI DIVERSIFICARE RISPARMI E INVESTIMENTI.

ALTRIMENTI, IN CASO DI DISASTRO, ESISTE UNA SOLA POSSIBILITA’ SENZA GRAVARE SUI SOLDI DEI CONTRIBUENTI (CHE SONO SACRI: E NON VEDO PERCHE’ SI DEBBANO USARE LE NOSTRE TASSE PER PUNTELLARE BANCHE MAL GESTITE, ANCHE PER RAGIONI POLITICHE): LAVORARE ALLA POSSIBILITA’ DI DARE DEI WARRANT AGLI OBBLIGAZIONISTI

 

Renzi rassicura, cerca di spargere positività, e speriamo non abbia torto. Ancora ieri ha detto che i correntisti Mps possono dormire “sonni tranquilli”. Purtroppo, questa serenità notturna non riguarda gli obbligazionisti subordinati, come si sa…

Più in generale, comunque, il Governo (in testa il ministro Padoan) continua a negare ogni emergenza, e a trattare tutto come una situazione ordinariamente affrontabile.

La mia sensazione è opposta: e cioè che, rispetto alle banche italine, non sia più tempo di “cerotti”.

E’ l’ora di chiamare le cose con il loro nome, senza le attenuazioni e le perifrasi proprie dei non pochi sepolcri imbiancati della finanza, della politica e del giornalismo italiano.

Mps – al di là delle salite in Borsa di un giorno o due – è alle corde, e ci sono 50-60mila obbligazionisti a rischio, che rischiano la fare la stessa fine dei loro “colleghi” coinvolti nel disastro di BancaEtruria.

E’ bene che il Governo sappia che, alla prima manifestazione, alla prima coda, alla prima presenza fisica di cittadini davanti alle sedi di Mps, si scatenerà la paura. E Renzi pagherà per intero il prezzo della sottovalutazione, della superficialità, dell’arroganza con cui, per due anni, ha rifiutato tutte le proposte liberali in materia di banche.

Molti di noi, pur nettamente contrari al bail-out e ai vecchi salvataggi di Stato, avevano avanzato proposte ragionevoli per un percorso di preparazione al bail-in, in primo luogo nel modo più “einaudiano”, cioè informando i cittadini, coinvolgendoli in una grande campagna (anche radiotelevisiva) di informazione e di invito a differenziare risparmi e investimenti, non mettendo tutte le uova in un solo paniere. Ci è stato detto no su tutta la linea.

Contemporaneamente, dico a Renzi un’altra cosa. Ci sono milioni di cittadini che non vogliono che le loro tasse siano usate e bruciate per salvare una banca in passato malgestita come Mps (anche per evidenti ragioni politiche).

A questo punto, esistono due “terapie”, una preventiva e l’altra successiva, in caso (speriamo di no) di peggioramento della situazione.

Quella preventiva è invitare ORA (anzi: SUBITO) gli obbligazionisti Mps a valutare la possibilità di liberarsi delle loro obbligazioni, per quanto possibile in questa situazione. Nessun allarme, nessun “terrorismo”. Personalmente, per quel nulla che vale la mia opinione, questo sarebbe il mio consiglio a chi mi chiedesse un parere. Ma almeno un’informazione sulla situazione in atto, sui rischi e sugli scenari, va immaginata e realizzata: in modo che ciascuno possa compiere consapevolmente (o meglio: ancora più consapevolmente) le proprie scelte, o almeno provare a farlo.

Quella successiva ricalca la strada che fu positivamente seguita nel 1982 dopo il crollo del Banco Ambrosiano per ridare fiato ai vecchi azionisti (ne furono protagonisti il Governatore Ciampi, il ministro Andreatta, e Giovanni Bazoli, alla guida del Nuovo Banco Ambrosiano): quello schema a me parrebbe praticabile anche oggi, nel caso in cui la situazione prendesse una piega catastrofica, com’è accaduto con Banca Etruria. Assegnare warrant – quindi un’opzione – in questo caso agli obbligazionisti subordinati sarebbe un modo di metterli potenzialmente in condizione di recuperare in futuro almeno qualcosa, dopo le perdite eventualmente subite. 

 

GRAFFI

Giuditta è una gattina buonissima, ma ogni tanto graffia. Nel tempo libero, essendo una micia British, è disponibile a dare ripetizioni di inglese al Primo Ministro italiano e ai suoi amici (etruschi e non).

La frase di oggi è: “make a bed and lie on it”

Per dire che uno ha ciò che si merita, che uno se l’è voluta, gli inglesi usano un’espressione divertente: uno si è fatto il letto e ora deve giacerci sopra. Esempio: Renzi’s referendum? He has made his bed and now he must lie on it…

 

***

 

E’ possibile seguirmi su Facebook cliccando “mi  piace” su  www.facebook.com/Capezzone

 

Chi non desideri più ricevere questa newsletter può inviare una mail a  d.capezzone@gmail.com

 

 

 

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...