Giuditta’s files, la newsletter di Daniele Capezzone – numero 33, 1 giugno 2016

il

SCENARI – ANCHE BANKITALIA IN VIA DI “SEMI-ETRURIZZAZIONE A TEMPO”? LA LINEA E’: “VA TUTTO BENE, NON DIAMO DISPIACERI AL GOVERNO, O COMUNQUE NON IRRITIAMO RENZI” (ALMENO FINCHE’ RENZI REGNA…)

INTANTO, RENZI SI SDRAIA IN TV, A RETI E TG UNIFICATI. VOLEVA IL NORD AMERICA, E’ FINITO IN SUD AMERICA.

NONOSTANTE QUESTA OPPOSIZIONE, SERVE UNA OPPOSIZIONE DECENTE, SERIA, CREDIBILE. DOPO LE AMMINISTRATIVE, VA APERTA UNA NUOVA STAGIONE POLITICA.

 

Giornata di ieri. Scena uno. Dopo un anno di disastri bancari (a scapito dei risparmiatori e delle banche ben amministrate), prende la parola per le sue attese considerazioni finali il Governatore della Banca d’Italia. Autocritica? No, nemmeno l’ombra. Qualche riflessione su controlli e vigilanza – diciamo – manchevoli? Neppure. Tutto va bene, madama la marchesa.

E, anzi, forza Renzi! Non proprio così, naturalmente, senza punto esclamativo, ma con il passo felpato di chi – punto per punto – elogia l’azione del Governo in modo che i resoconti di agenzia non dispiacciano al Premier. Poi (lo spiega acutamente e garbatamente Guido Gentili) resta il “non detto”: in un Paese che muore di tasse-spesa-debito, queste tre malattie quasi non trovano posto nelle considerazioni di Visco.

Sia detto con rispetto per la persona del Governatore e per Bankitalia nel suo insieme: è stata davvero una pagina deludente almeno per due ragioni. La prima: per la naturalezza con cui si è “glissato” su un anno dopo il quale taxpayers e risparmiatori avrebbero avuto diritto ad una riflessione di fondo da parte della massima autorità di controllo e vigilanza del settore bancario (“accountability”, parola non a caso intraducibile in italiano, dove sei?). La seconda: per una deriva di momentanea autoconsegna al renzismo (come la vogliamo chiamare: “semi-etrurizzazione a tempo”?) anche di un altro dei gangli e degli apparati pubblici italiani. Per essere ancora più precisi: la sensazione è quella di un’attesa impaurita, all’insegna del “non è il caso di irritare il Governo o di dargli dispiaceri”…Questo, finché Renzi regna. Poi, se un domani non regnasse più, vedremo.

Sempre giornata di ieri. Scena due (ormai consueta tutti i giorni, a pranzo e cena). Renzi, senza alcuna regola (Commissione di Vigilanza, dove sei? Ah sì, sta insieme all'”accountability” di prima…), si sdraia sui tg Rai, a reti e notiziari unificati, in una campagna referendaria dove in tv c’è una sola voce in campo, la sua.

Da un certo punto di vista, è tutto disperatamente banale. E’ già successo mille volte nella storia (spesso – va detto – con un meno pronunciato tasso di volgarità). Il mix “potere più celebrità” che abbaglia e trasforma il potente di turno, portandolo su una strada pericolosa, per se stesso e per gli altri.

Renzi voleva andare in Nord America, ma purtroppo sta finendo in Sud America. Non demonizzo: è già accaduto ad altri, in quel caso nel centrodestra. Né mi sento di colpevolizzare: sono anch’io tra coloro, con altri, che in diverse stagioni hanno cercato di “orientare” in direzione liberale la traiettoria di Silvio Berlusconi, e capisco che altri tentino oggi la medesima operazione con Renzi. Missione – temo – disperata, anche questa.

Certo, la carta migliore a disposizione di Renzi (mentre tutti gli indicatori economici restano negativi, l’Italia rimane impantanata negli “zero virgola”, e lui gioca alla playstation dell’Italicum e del referendum istituzionale) è rappresentata da questa opposizione (tranne poche eccezioni) senza idee e senza progetto

Ma questo è il punto: nonostante questa opposizione (anzi: a maggior ragione dinanzi a questa opposizione!), la necessità di una opposizione decente, seria, credibile, si fa ancora maggiore, ancora più impellente.

E’ questo il campo in cui lavorare. Ammetto: è un terreno per tanti versi contaminato, ai limiti dell’impraticabilità, dopo anni di delusioni e di promesse mancate. Ma gli elettori “in attesa” sono lì. Occorre, dopo le amministrative, che una nuova offerta politica liberale, riformatrice, liberalconservatrice, occidentale, antistatalista, pro-mercato e pro-impresa, trovi luoghi, forme e forza per proporsi.

Altrimenti assisteremo solo a un coretto a cappella di vecchi potenti illusi che Renzi non li maltratti, o magari li associ al suo giglio…

 

LETTURE

Cristopher Caldwell su The Weekly Standard segue la sfida Cameron-Johnson su Brexit. Comunque vada, Inghilterra (per sua fortuna) più distante da questa Ue

http://goo.gl/c1q9bS

 

GRAFFI

Giuditta è una gattina buonissima, ma ogni tanto graffia. Nel tempo libero, essendo una micia British, è disponibile a dare ripetizioni di inglese al Primo Ministro italiano e ai suoi amici (etruschi e non).

La frase di oggi è: La frase di oggi è: “birds of a feather flock together”

E’ una specie di proverbio, reso vivo e vitale sia dalla rima sia dall’immagine eloquente. Noi in italiano diciamo: “Dio li fa e poi li accoppia”, oppure “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. Invece gli inglesi dicono che gli uccelli con lo stesso piumaggio si radunano e fanno stormo insieme. Esempio? Renzi e la sua cerchia etrusca? Birds of a feather flock together…

***

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