Giuditta’s files – la newsletter di Daniele Capezzone – numero 11 – 2 maggio 2016

il

SCENARI – “MODERATI” E “LEPENISTI”, MA I CONTENUTI? PER ORA, TOTALMENTE ASSENTE UN’OFFERTA POLITICA LIBERALE, PRO-MERCATO, OCCIDENTALE.

SI APRA SFIDA CULTURALE. SE LEGGE ELETTORALE RESTA QUESTA, NEL 2018 SARA’ NECESSARIA ALLEANZA, MA ORA SERVE COMPETIZIONE (VERA) DI IDEE E OBIETTIVI 

Esprimo qui un’opinione personale, che ho articolato nel movimento che con tanti amici, a partire da Raffaele Fitto, stiamo costruendo, e di tratta di un’avventura politica e culturale che merita sul serio sostegno e simpatia. Scegliere in modo formale ed esplicito il legame con i Conservatori inglesi, puntare sulla bussola Washington-Londra-Gerusalemme, eleggere come punto centrale il trinomio meno tasse-meno spesa-meno debito, è una sfida così folle e pazzotica, in Italia, dove tutto (ripeto: tutto) rema in direzione opposta, da rappresentare davvero una notizia: giornalisticamente parlando, è l’uomo che morde il cane.

Veniamo al punto. Da giorni, opinionisti e professionisti della politica discutono, dopo la scelta a Roma (l’ultima scelta…) di Berlusconi, se si sia effettivamente creata una lacerazione tra “moderati” e “lepenisti”.

Qui su Giuditta’s files, che è un piccolo luogo di riflessione, non interessano i retropensieri. Certo (e da qui nasce la rottura di tanti di noi con Forza Italia), la sensazione è che per vie politico-aziendali (meglio: aziendal-politiche), Berlusconi abbia da tempo in testa una specie di Nazareno carsico, che appare e poi scompare, ma non viene mai meno. Ma si tratta, appunto, di retropensieri. E neppure ci interessano le dichiarazioni e i battibecchi, e cioè il prevedibile scambio di accuse tra (ciò che resta di) Forza Italia da un lato, e Lega-Fratelli d’Italia dall’altro: è fisiologico che ognuno faccia la propria parte in commedia, almeno fino al voto amministrativo. Il copione è abbastanza prevedibile: sappiamo già le battute degli uni e degli altri.

Ma quello che sgomenta è il pressoché totale disinteresse per i contenuti, per le idee, per il software su cui basare unioni o divisioni, alleanze o contrapposizioni. Chi sarebbero questi “moderati”? Nell’ultima occasione in cui ha parlato di programmi, Berlusconi ha sciorinato un imbarazzante elenco (non oso pensare chi l’abbia partorito) di dentiere gratis per le nonne, trattamenti pensionistici per tutte le mamme, pensioni per tutti a 1000 euro, reddito di cittadinanza, e via grilleggiando: l’unica cosa non chiara era (e rimane) a chi presentare il conto…Dall’altro lato, in modo simmetrico, i lepenisti (va riconosciuto: in modo coerente e comprensibile dal loro punto di vista) inneggiano a Trump e Putin, parlano di abbassamento dell’età pensionabile, e ben difficilmente affrontano i nodi di municipalizzate e tagli di spesa.

In tutto ciò (a parte una ricca e intelligente galassia di pensatoi e pensatori, fuori dal Palazzo; e a parte la fiammella di noi Conservatori e Riformisti, nel Palazzo), appare totalmente assente un’offerta culturale e politica liberale, pro-mercato, occidentale. Sta qui il punto su cui sfidare e snidare gli uni e gli altri. Caro Berlusconi e cari cosiddetti “moderati”, accettate la radicalità di questi contenuti, oppure l’obiettivo è solo avere un gruzzoletto di voti per “negoziare” la prossima volta con chiunque (con Renzi o con il centrodestra poco importa)? E, cari Salvini-Meloni, che avete avuto (e vi va riconosciuto) il coraggio di una scelta forte, accettate la sfida di quei temi e di quelle soluzioni?

Deve aprirsi una sfida culturale chiara (e vera). Le primarie sul modello americano sarebbero essenziali per creare una logica da “partito repubblicano”, in cui diverse opzioni siano in campo. L’alleanza finale, a legge elettorale invariata, sarà realisticamente inevitabile, nel 2017-1018, ma ora serve una competizione di idee e di obiettivi. Per i più praticoni: serve anche in termini elettorali, in modo che ciascuno “copra” un diverso “mercato”.

Altrimenti? Altrimenti Renzi avrà buon gioco a dire: o me o il caos.

 

LETTURE 

La grandissima Janet Daley sul Telegraph ammonisce: se non regge il sistema politico nazionale americano, nonostante un’architettura istituzionale consolidata, come pensate possa reggere l’Ue?

http://goo.gl/5EsmDz

 

GRAFFI

Giuditta è una gattina buonissima, ma ogni tanto graffia. Nel tempo libero, essendo una micia British, è disponibile a dare ripetizioni di inglese al Primo Ministro italiano e ai suoi amici (etruschi e non).

La frase di oggi è: “make hay while the sun shines”

In italiano diciamo “battere il ferro finché è caldo”. E anche gli inglesi hanno quella stessa opzione: “strike while the iron is hot”. Ma spesso dicono: far fieno, raccogliere fieno, mentre c’è il sole. Per la verità, Giuditta apprezza un verso del poeta Herrick, che offre un’ulteriore alternativa: “gather rosebuds while we may”, un “carpe diem” che invita a cogliere boccioli di rosa nel momento in cui si può…Renzi appare meno poetico. Ecco, per fare un esempio potremmo dire: “In insisting on appointing (or at least hiring) his friend Carrai, the Italian Prime Minister wants to make hay while the sun shines”.

 

***

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...